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~pensieri notturni~

scritto da un filo che vuole restare anonimo il 16/06/2020 alle 02:09

Ciao Blog, mi ritrovo dopo tanto tempo a scrivere tra le tue righe. Ho tentato goffamente di cimentarmi nella scrittura per raccontarmi, ma si è trattato di un tentativo fallito sovraccarico di disagio. Così ho cancellato quanto avevo cominciato a digitare. Probabilmente le centinaia di giornate perse nel vuoto della nullafacenza e che si accumulano sulle mie spalle (potrei competere con Giacomo Leopardi in questo ormai – e dire che speravo di concorrere con lui in ben altri termini, forse poetici, diversi comunque da quelli fisici) hanno represso in me qualsivoglia capacità e volontà all’azione. C’è da dire, però, che la sera è più serena e leggera; la notte, una culla, quasi ammaliante. Cala lentamente la rumorosità e ci si addentra nel silenzio. Non c’è più quell’insopportabile, subdola tensione che pervade il mio essere come penso quello di altri. Non si odono voci, solo il fruscio del vento. E poi, è meraviglioso il cielo inchiostrato di nero ferito e squarciato dai fulmini. Che pesantezza e che dolore, invece, il giorno. Una spossatezza indescrivibile mi prende una volta cosciente. Così ho optato per vivere la notte. Nemmeno così, tuttavia, riesco a fare qualcosa di produttivo.
Delle voci lontane dicono che il periodo di quarantena sia terminato da tempo, eppure non noto mutamenti (sarà anche perché nella regione più colpita la situazione è quel che è, ma non è questo il punto). Vi guardo da lontano agitarvi, scoppiettanti di gioia semplicemente per poter mettere piede fuori di casa. Vi ho guardato agitarvi, disperati perché impossibilitati ad uscire, a vedere chi amate. La mia componente fortemente empatica vi comprendere, ma prevale spesso l'incomprensione; non voglio sia scambiata per superficialità. O forse lo è, poco importa onestamente. A volte mi piacerebbe riuscire a mettere piedi fuori di casa dopo quasi otto mesi passati nell'ambiente – talvolta opprimente, talvolta accogliente – della mia dimora personale. Pensieri abbastanza futili. Concludo.
Caro Blog, è tutto un’arma a doppio taglio, un’arma letale, ma io, invece che esistere nel vuoto e vacuo presente col peso sulle spalle, preferirei alleggerirmi. Non desidero risposte, Blog, mi metterebbero nuovamente a disagio. Intendevo solo esprimere, nel silenzio della notte, almeno una minima percentuale dei miei pensieri; ed è davvero minima (caspita – si penserà – sei l’incarnazione della Noia! Non vi do affatto torto).
La smetto di sproloquiare. Vogliatevi bene e date parola al vostro essere. Buona nottata

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