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Hai mai sentito parlare dei blog? Sono diari in cui puoi raccontare le tue esperienze: una giornata particolare, un pensiero, ecc... Questo è il blog di *Marty98*. Se preferisci puoi leggere i post di tutti in un'unica pagina.

*Marty98* a giugno 2017 ha scritto 3 post!

Faccine: sì (cambia)
Stili e colori: sì (cambia)

Prima prova

scritto da *Marty98* il 21/06/2017 alle 22:28

E così, tra ansie e paure (col senno di poi piuttosto immotivate), si conclude questa prima giornata di esami.
I temi scelti sono stati a mio avviso molto, molto banali. Si trattava di cose trite e ritrite, e i temi più scientifici erano piuttosto simili tra di loro.
In più, le tracce erano poco specifiche, per cui mi sono ritrovata a scrivere un saggio breve, che se avessi voluto farlo completo, sarebbe diventato un libro; altro che le 5 colonne massime consentite per questa tipologia di tema!
Ho scelto il saggio breve appunto, in ambito artistico letterario che parlava della natura come minaccia ed idillio.
La traccia di per se mi piaceva molto, è un tema che si tratta parecchio durante la quinta, perciò sono riuscita a fare molti collegamenti.
I documenti proposti non erano il massimo: c'erano due quadri, uno di Turner ed uno di Pellizza da Volpedo, che ho incluso entrambi nel mio tema, due poesie, una di Pascoli ed una di Montale (ho incluso solo la prima), e due estratti: il primo dal testo di Leopardi sul dialogo con la natura, il secondo era un pezzo delle Lettere a Jacopo Ortis di Foscolo. Questi due documenti non mi piacevano, non li ho inglobati nel discorso perché non trovavano bene collegamento con l'impostazione che ho voluto dare al mio tema.
Ho iniziato parlando del ruolo fondamentale della natura nell'arte e nella letteratura.
Poi ho parlato di come la natura sia spesso rappresentata come benevola (ho collegato Leopardi con L'Infinito, il panismo di D'Annunzio con riferimenti a La pioggia nel pineto, e poi ho parlato del quadro proposto di Pellizza Da Volpedo), e poi come matrigna (qua ho collegato sempre Leopardi con A Silvia, la poesia proposta di Pascoli, il concetto artistico di sublime con Il viandante sul mare di nebbia di Friedrich ed infine il quadro di Turner presente nei documenti).
Ho scritto un sacco, un protocollo intero più un pezzo di un altro. Ci sarebbero state tantissime altre cose da dire (nella scaletta ho scritto che avevo in mente di collegare anche Montale, Monet, il realismo in arte, ma sarebbe stato decisamente troppo lungo) però sono contenta così.
Adesso mi ritrovo tranquillissima sul mio letto, perché domani c'è inglese e più calma di così non posso essere. A meno che non escano tracce totalmente orribili (cosa che non ritengo più così tanto impossibile a questo punto, avendo visto che cosa si sono inventati per oggi...) dovrei andare bene: punto tutto su questa prova quindi pregate per me :preghiera:
Ora vado a rilassarmi e cercare di dormire un po' prima stanotte, visto che ieri mi sono addormentata alle 4 di mattina O.O
P.S. Ho saputo che sarò la prima del secondo giorno del secondo gruppo di orali, quindi sono il 7 luglio e sono iper mega contenta. Ho tempo di studiare tutto con calma ma non finisco nemmeno all'ultimo. Per una volta un po' di fortuna hahaha
[i]"O time! thou must untangle this, not I; It is too hard a knot for me to untie!" - W. Shakespeare, Twelfth Night [/i]

Notte prima degli esami

scritto da *Marty98* il 20/06/2017 alle 23:32

La notte prima degli esami ha un sapore diverso.
Finalmente, quella sera di cui tanto tutti parlano, è arrivata anche per me.
È una sera particolare, dove le camomille non sono mai troppe, dove lo studio non ti sembra mai abbastanza, dove ti sorgono i dubbi più strani: "ma farà schifo la mia tesina?" "Come si fa un saggio breve?" "Ho portato abbastanza penne? 10 basteranno o mi si scaricheranno tutte e dovrò iniziare a scrivere col sangue?" "Che autore uscirà?" "Ci avranno azzeccato i vari siti internet che in questi giorni si sono dedicati al toto traccia?" "E se non mi piace nessun tema che faccio?" Potrei continuare all'infinito.
È una sensazione strana, che solo chi ci è già passato sa capire.
È una notte di preghiere, di speranze, di ansie, di dubbi, d'insonna, di lacrime.
È la notte che segna l'inizio della fine di tutto quanto.
In questo momento, mi sento strana. Ho voglia di piangere come se fossi triste, ma non so perché. Forse perché ho realizzato che ormai le mie ore al liceo sono davvero contate?
O forse perché la paura sta prendendo il sopravvento su di me?
Ho vissuto questi ultimi giorni sorprendentemente con tutta la calma possibile: i temi sono sempre stato uno dei miei punti di forza, così come inglese, che affronterò giovedì.
Ma adesso, l'ansia è tornata a farmi visita.
Non so cosa mi aspetti, non so se mi risulterà facile svolgere il mio tema, non so se una volta uscita di lì, potrò ritenermi soddisfatta di me stessa.
So solo che ci sarò io e il foglio: e dentro a quel foglio dovrò dimostrare in poche righe chi sono, cosa ho imparato durante questo lunghissimo percorso che ormai è al suo termine.
Sono arrivata fino a questo punto, a volte con difficoltà, ma ci sono arrivata.
Ora manca quel passo, anzi, quei 4 passi, che mi dividono dalla fine della scuola e l'inizio della mia vita vera.
Ma a questo penserò tra qualche ora, perché, del resto, "questa notte è ancora nostra".
[i]"O time! thou must untangle this, not I; It is too hard a knot for me to untie!" - W. Shakespeare, Twelfth Night [/i]

Pensieri da maturanda

scritto da *Marty98* il 05/06/2017 alle 21:59

Oggi è iniziata ufficialmente per me l'ultima settimana di scuola della mia vita.
Non so bene come mi sento a riguardo.
Da un lato sono felice perché il liceo mi ha stufata e voglio iniziare qualcosa di nuovo, qualcosa di stimolante dove possa mettermi alla prova ogni giorno e costruire da sola il mio futuro basandomi solo su me stessa. All'università nessuno mi correrà dietro per studiare, e questo per me è un bene, siccome ho bisogno dei miei tempi e a scuola ciò non viene mai preso in considerazione.
Eppure, nonostante l'idea di studiare davvero ciò che amo di più, le lingue, mi emozioni davvero tanto, dall'altra mentirei a dire che il liceo non mi mancherà.
In questi 5 anni sono cambiata tanto: ho iniziato la prima da bambina, piena di insicurezze e fragile. Ora esco che sono una donna, consapevole delle mie capacità, ma anche delle mie debolezze, che cerco ogni giorno di fortificare e di migliorare.
Esco che sono... matura. In ogni senso possibile.
E ora, pensare a quei 4 giorni di esame, non mi fa più così paura. Nonostante sappia che tutte le mie ansie torneranno tra pochi giorni, per adesso cerco di godermi questo pochissimo tempo che mi rimane con la mia classe, che forse troppo tardi ho scoperto essere una grande famiglia che mi mancherà nonostante tutti i suoi difetti.
So già che piangerò moltissimo l'ultimo giorno, quando sentirò quell'ultima campanella.
So già che non vorrò uscire da quel portone, per l'ultima volta davvero.
Eppure dovrò farlo, e farlo comporterà del coraggio, perché da quel momento, io non entrerò mai più a scuola, nemmeno per gli esami, visto che si faranno in sede. Da quel momento, io sono io, Martina e basta, non più un numero sul registro. E starà a me costruire la mia vita, da quel momento più che mai.
Lasciare la scuola è difficile, perché lasci un luogo che volendo o meno, nel corso di 5 lunghissimi anni, diventa un posto di gioia, di conforto, di lacrime, di difficoltà da affrontare insieme a chi ti sta intorno.
Tutti mi dicevano che non ci sarà più alcun luogo che ti faccia sentire più a casa come la tua classe. E ora mi rendo conto di quanto sia vero.
So che tanti di voi non potranno capire perché in pochi qui hanno finito le superiori e so che molti leggendo questo post, magari mi invidieranno perché io sto per finire quella scuola che tanto odiate. E vi capisco. Da una parte lo penso anche io. Ma sono sicura che tra qualche anno, anche voi capirete il mio stato d'animo.
Avessi la possibilità di tornare indietro per un po', lo farei.
Ma non posso farlo, perciò proverò a godermi ciò che resta, sperando sia sufficiente.
[i]"O time! thou must untangle this, not I; It is too hard a knot for me to untie!" - W. Shakespeare, Twelfth Night [/i]


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