Il Gomitolo


La posta del cuore

#3381 Il 20/01/2021 D C di 20 anni ha scritto:
Domanda privata

La mia risposta:

Carissima dolce,  prezioso "cuore" che da tanti anni e' parte di questa nostra famiglia, ho letto con attenzione il tuo messaggio. Dici di non cercare soluzioni ma di voler esprimere una piccola parte di cio' che provi. E lo puoi fare, lo potrai fare sempre e spero scrivere ti tolga almeno un po' di oppressione.

Non ci crederai ma conosco le sensazioni che descrivi, ci sono passato, pur se per ragioni diverse (forse), ed e' successo quando avevo piu' o meno la tua eta' e poi in altri momenti.

So cosa si prova a svegliarsi la mattina con il pensiero di un altro giorno da affrontare o come e' facile cadere nella tentazione di rinviare qualunque cosa e perdere tempo fra video, social da "scrollare", ecc. E proprio perche' lo so, lo ho vissuto, ti dico che quello e' il veleno, e' cio' che tormenta l'anima.
Nei social, regno del falso e dell'apparenza, molte persone mostrano foto stupende e momenti divertenti. Scorrendo senza meta puoi pensare che tutti siano felici, bravi, appagati, divertiti e divertenti. Poi guardi alla tua situazione e ti senti ancora peggio e arrivano discorsi come quelli che mi hai scritto. Anche perche' molta gente, e tu e io siamo fra loro, e' ipercritica con se' stessa.

Fermati un attimo a riflettere. Tu sei estremamente consapevole della situazione in cui ti trovi emotivamente e psicologicamente, ma ti condanni come se fosse colpa tua, come se dovessi riuscire ad affrontare tutto da sola. Mi dici che la tua famiglia non dice nulla. Da tuoi racconti precedenti so che la situazione non e' semplice, ma guarda che i primi a doverti proporre qualche forma di aiuto, anche solo di ascolto, avrebbero dovuto essere loro e da tempo.
Non l'hanno fatto e ti hanno portata a dover cercare di scoprire le dinamiche e situazioni che ti stanno tarpando le ali.
A tutto questo si e' aggiunta la pandemia che spinge chiunque a ridurre o evitare le uscite e probabilmente nel tuo caso e' stata un ulteriore stimolo alla chiusura verso l'esterno, complice la possibilita' di fare lezioni ed esami a distanza.

Come dicevo, tu sei molto ma molto critica verso te stessa ma vorrei proporti di provare a usare le energie  non per giudicarti, ma per provare almeno a darti alcune piccole regole che ti farebbero vivere meglio.

1. Prova a riallineare il ritmo sonno/veglia alle ore notturne e diurne. Il ritmo circadiano insito nel nostro organismo ti dara' piu' energia e positivita' al mattino. Lo so che e' difficile, ma il beneficio e' grande. Lo sto facendo anch'io con due care amiche. Ci siamo impegnati ad andare a letto entro una certa ora e alzarci presto. Magari potremmo farne un'attivita' collettiva qui sul Gomitolo, scrivendolo in forum! Parteciperesti? Poi capita di "sgarrare" e non c'e' niente di male, pero' fa veramente bene. Lo so, l'istinto ti dira' di non ascoltarmi ma almeno pensaci. Adesso e fra qualche giorno...

2. Prova a vestirti come se dovessi uscire. Anche se non lo fai, l'avere cura di te avra' effetti benefici. Anche questo e' difficile in certe situazioni, ma credimi, aiuta molto. Anzi e' proprio una pratica utile per chi fa smart working: l'avere cura di se', il non lasciarsi andare, il non passare dal letto alla scrivania in pigiama, aiuta a separare i momenti e creare la giusta concentrazione.

3. Cerca di usare i social in modo attivo. Commenta, crea video, storie... non limitarti a scorrere i successi (apparenti!) altrui ma crea i tuoi.

Sono solo alcune idee, proposte, suggerimenti. Prendili in considerazione come piccoli passi per stare meglio o almeno per contrastare tutte le emozioni negative che ti avvolgono.
Concludo con una domanda: perche' non vuoi assolutamente rivolgerti a quello che tu chiami "specialista" e io chiamo "dottore delle emozioni"?
Prima di rispondere a me, se lo vorrai fare, poni questa domanda a te stessa e ascolta le risposte che avrai...

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Ciao DC! sono Claudia.

Voglio aggiungere anche qualcos'altro a ciò che ha saggiamente detto ics: tu dici "qual è il motivo per cui continuare a respirare?", ma di certo le convinzioni limitanti di questa società non sono un motivo per non farlo più.

La società non ha un valore superiore al tuo, anzi; la società è come un fiore di plastica: sembra bellissimo e perfetto, ma in realtà è morto; e ci vuole morti. Tu invece sei un fiore vero: non sei perfetta, ma se lo fossi non saresti così bella; molto di più di un fiore finto. Ma soprattutto: sei viva! Se stai soffrendo significa che sei viva, perché non viviamo per essere felici; noi viviamo per sperimentare le emozioni e le situazioni di questa vita e di questo mondo.

Non sei nata per laurearti; sei nata per emozionarti, per perderti nelle parole di chi ti vuole bene e per ritrovarti dentro una pagina di un libro scovato per caso in una libreria. Sei nata per assaporare la libertà, l'amore, la bellezza della vita. Sei nata per sentire il vento sfiorarti la pelle e la pioggia bagnarti i capelli. E sì, sei nata anche per brillare; ma per brillare davvero, spesso dobbiamo prima attraversare momenti bui!

Quindi, se la società vuole che tu debba essere felice, aperta, socievole e perfetta; non ascoltarla. Rimetti a posto la tua vita e le tue giornate, seguendo anche i consigli di ics, ma fallo per te stessa, non per il mondo.

Aspettiamo tue notizie. Ricorda che noi, qui, ci saremo sempre per te!

ics

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