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Cos'è sbagliato?

scritto da CaGnoLoSha il 07/02/2017 alle 21:52 in pensieri

Ho notato che sin da quando siamo piccoli gli altri cercano, anche involontariamente, di insegnarci ciò che hanno insegnato a loro; cercano di insegnarci ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
E non so se avete notato, ma la società cerca sempre di più di proporre lo stereotipo del ragazzo socievole ed estroverso; quello che non ha paura di dire quello che pensa e che è sempre felice e sorridente.
Io, essendo sempre stata molto, per gli altri anche troppo, timida ed insicura, ho sempre sofferto tanto di questa cosa.
Sapevo di essere timida, dato che tutti, a partire dai miei genitori e a finire dalla psicologa da cui andavo proprio per questo motivo, amavano farmelo notare, più che altro pesare; ma non sapevo cosa fosse la timidezza.
Non capivo il perché io fossi così timida, sapevo solo di provare una grande paura in presenza di altre persone: paura di essere giudicata, delusa o ferita.
Sapevo solo che, in ogni caso, era sbagliato: mi hanno insegnato che la timidezza è sbagliata e iniziando ad odiare questo lato di me, sono finita con l'odiare completamente me stessa.
Con il tempo sono migliorata un sacco: se prima ogni volta che mi trovavo in mezzo a tante, troppe persone, una sensazione di disagio mi assaliva a tal punto da sentirmi  soffocare e formicolare le mani a causa dell'ansia, ora mi è quasi indifferente e riesco a camminare tranquillamente.
Quello che però mi fa rabbia, è il fatto che qualcuno si senta in diritto di dire cos'è sbagliato e cosa non lo è: quante volte ho sentito qualcuno dirmi "non devi essere così timida, è sbagliato"
Quante volte i miei genitori mi hanno detto che mi vorrebbero diversa?
Quante volte, dall'anno scorso, qualche persona, con un po' di stupore e una felicità che a me ha trasmesso solo tanta rabbia, mi ha detto:"ti stai finalmente sbloccando"?
È solo quando ho provato ad accettare un po' la mia timidezza, nonostante nessuno l'accettasse, che si è fatta sentire sempre meno. Credo sia così con ogni difetto.
Nessuno è sbagliato, nessun lato caratteriale è sbagliato; bisognerebbe amarsi sempre e comunque, perché ciò che è veramente sbagliato è fare il contrario.
A volte pensiamo che amarsi sia un segno di egoismo, che ci sia qualcosa di male nel volersi bene.
Invece, per quanto difficile possa sembrare, è la cosa più giusta e sensata che possiamo fare nei nostri confronti...
Una cagny con l'espressione di sasso :pasqua:
Bau!

La mia storia

scritto da Miri04Lisa il 03/02/2017 alle 22:01 in varie

Io ho 12 anni e mezzo e mi chiamo Miriam.
Anche se molti di voi non ci crederanno,io voglio comunque raccontarvi la mia storia vera al 100% nel tentativo che possa trovare qualcuno con cui sfogarmi e che mi possa aiutare in un qualche modo.:panda:
Mia madre ha avuto due figlie con il suo primo marito,due figli (un maschio ed una femmina) con il secondo marito e poi non ha divorziato ma si sono lasciati e si è messa con mio padre, con cui ha avuto me, mia sorella minore e mio fratellino.Mio padre,dopo aver avuto me...si è rivelato: ha cominciato a delinquere.Mi maltrattava e mi faceva pulire casa sin da quando avevo quattro anni circa.Mi lasciava spesso senza cibo.L'ho visto maltrattare mia madre molte volte...poi sono nati i miei fratellini che hanno subito solo qualche schiaffo.(non lo so,forse è stata colpa mia...forse io non dovevo nascere:muro: :'( ,forse io non dovrei esistere).Un giorno di qualche anno dopo, con la scusa di andare dal dottore,siamo scappati di casa con un pullman e mia madre si è rivolta a degli assistenti sociali che ci hanno portato in comunità.questa ha chiuso per cattiva gestione allora ci hanno cambiato 4 comunità diverse in un paio d  anni.poi sono stata due mesi in un posto di suore severe.dopodiché sono stata in un altra comunità dove c'erano solo adolescenti dai 14 anni in su e io ne avevo ancora 7.Questi adolescenti si comportavano male e scleravano davanti a me e...nonostante tutto mi ero affezionata a quelle ragazze.sono uscita da questa comunità all'età di 10 anni e sono entrata in un altra comunità in cui mi stressavano da mattina a sera dei mocciosi:@ e in cui ho preso la mia prima cotta di un ragazzo di 14 anni.non ci siamo mai lasciati e ancora oggi stiamo insieme...lui ora ha 17 anni ed io quasi 13.Dopo questa comunità sono andata a vivere con mia madre e i miei due fratellini piccoli in un appartamento. Mia madre mi incolpa di tutto il passato e mi rinfaccia tutta la sua vita facendomela pesare.Non posso ribellarmi perché sennò mi mena.sono arrabbiata depressa e nervosissima:S . Vi prego,io sto sull'orlo di un esaurimento e vorrei aiuto e sfogo verbale...vorrei essere capita, amata da una famiglia( anche se non di sangue)ed avere una vita normale da ragazzina della mia età.

Questa matura che mi fa così paura...

scritto da *Marty98* il 31/01/2017 alle 00:10 in pensieri

Oggi sono uscite le materie che ci saranno alla maturità. La maturità del mio anno, la mia.
E tralasciando le scelte discutibili del Miur, su cui non voglio basare questo post perché sarebbe semplicemente una polemica inutile, forse oggi mi sono resa conto sul serio che la mia permanenza al liceo, a scuola, ha ormai i minuti contati.
Tra poco più di 4 mesi inizierà questo esame, che da sempre vedevo come una cosa talmente lontana che mi sembrava irraggiungile. E per quanto ancora adesso non realizzi il fatto che si, finalmente sto per diplomarmi anche io, mi sto accorgendo di quanto io sia cresciuta. Sono cresciuta e cambiata così tanto da quando ho iniziato la prima elementare. Le medie sono volate, il liceo, tra fatica e stress, in fin dei conti, anche.
E nonostante non veda l'ora di terminare tutto questo una volta per tutte ed iniziare un percorso nuovo, da una parte un po' mi dispiace lasciare tutto quanto.
Sono consapevole di quanto questi pochi mesi di scuola voleranno, e forse non sono pronta a diventare grande, grande per davvero.
La maturità, per quanto tutti la dipingano una passeggiata, sarà davvero la prima grande prova della mia vita. Una prova che farà da premessa a tante altre che avrò davanti a me all'università prima, e nella vita poi.
E per quanto io mi senta prova a "levarmi questo dente", è inutile dire che sono spaventata.
Inizio già a sentire la malinconia del liceo, perché nonostante sappia benissimo che non appena domani mattina sarò in classe a farmi tanto altro nervoso e a pregare che quel supplizio finisca nel modo più veloce possibile, so anche che un giorno, forse nemmeno troppo lontano, tutto questo mi mancherà e non sarà più un motivo di rabbia e frustrazione, ma solo un bellissimo ricordo.
Probabilmente la maggior parte delle amicizie che ho costruito in questi anni si indeboliranno, perché tra 4 mesi non avremo più un edificio malandato che ci costringe a passare 6 ore ogni giorno insieme, ognuno prenderà la sua strada e mi fa male pensare questo.
Stringerò nuove amicizie, questo lo so, ma con quelle persone non avrò gli stessi ricordi, non avrò affrontato gli stessi drammi scolastici e subito le mille ingiustizie che ho condiviso coi miei compagni del liceo, che per quanto nella maggior parte dei casi non mi vadano particolarmente a genio, ho imparato a rispettare ed apprezzare qualche dote in ognuno di loro (o quasi...).
Non so davvero da dove provenga tutta questa malinconia, forse è proprio colpa delle materie, che mi hanno fatto rendere conto sul serio di quanto la fine della scuola sia vicina.
Cercherò di sfruttare questi ultimi mesi al meglio possibile, perché nonostante il tutto sarà contornato da domani mattina da uno stress immenso e un'ansia che non andrà mai via, ormai ho capito che certi momenti della vita non torneranno più ed è giusto viverli al massimo, malgrado le difficoltà.
"O time! thou must untangle this, not I;  
It is too hard a knot for me to untie!" - W. Shakespeare, Twelfth Night

Buongiorno a tutti, si spera...

scritto da Mary04 il 19/01/2017 alle 09:44 in pensieri

Buongiorno a tutti,si spera.
come va?
beh,a me non molto bene, ma forse dovrei spiegarmi meglio per chi di voi è rimasto estraneo all'argomento.
il 18 gennaio 2016, ieri per meglio intenderci, era una giornata come le altre, caratterizzata da un freddo vento di tramontana proveniente da nord est.
L'aria era strana, il cielo di un giallino particolare a me noto spesso e che mi ha fatto porre qualche strana sensazione.
come sempre alle otto meno dieci sono uscita di casa per andare a scuola, a cinque minuti dalla mia abitazione, e come ogni giorno ho incontrato la mia amica che si stava incamminando come me verso la scuola e abbiamo proseguito insieme.
Come per tre anni è stato, sono arrivata giusto a pennello davanti alla scuola e le mie amiche aspettavano il suono della campanella sotto il porticato della scuola, allora ho salito una piccola rampa di scale e sono arrivata da loro.
Prima che fossero le 8,05 abbiamo parlato del più e del meno,dei compiti,delle verifiche,degli amici e delle feste,come le ragazze fanno normalmente.
alle 8,06,come sempre e con un minuto di ritardo è suonata la campanella e abbiamo raggiunto la nostra classe al terzo piano lamentandoci dell'immmenso peso dello zaino in spalla su tre ripide rampe di scale.
ci siamo sistemati tutti ai nostri banchi e alle 8,10 come ogni mattina che si rispetti, è suonata la seconda campanella che segnava il definitivo inizio delle lezioni e l'obbligo degli studenti di essere già arrivati in classe per non +beccare una nota di ritardo sul registro.
Io ero seduta accanto ad un mio amico,come stabilito dalla prof, e dietro di me, però nel banco opposto, c'era la mia migliore amica,come stabilito dalla prof.
-Oggi è il primo mercoledì dell'anno in cui non abbiamo nulla di brutto!
le ho detto io con un'aria più sollevata che felice; e lei con la sua aria spavalda ed entusiasta ha annuito tirando un sospiro di sollievo.
La mia professoressa di francese è arrivata in classe con un leggero ritardo,come ad ogni lezione, e ha detto che avrebbe continuato ad interrogare, ma io avevo ripetuto talmente tanto che quando mi ha chiamato le ho ripetuto tutto per filo e per segno, con qualche banale imprecisione. Sono stata davvero felice del risultato e anche la mia migliore amica.
La seconda ora è stata come le ultime tre lezioni di mercoledì. Dovevamo avere la professoressa di religione ma è da un bel po' di tempo che manca. Ci è venuta per mezz'ora una supplente di francese e per un'altra mezz'ora una professoressa di inglese e ci siamo divertiti perché ci hanno lasciato parlare,chiacchierare,ridere e scambiarci di posto.
Nel frattempo mi sono sgranocchiata pure un panino, poiché quella mattina non ero riuscita a fare colazione, chissà perché.
Al cambio dell'ora,come ogni cambio dell'ora che si rispetti, abbiamo cambiato il materiale scolastico sopra il banco e abbiamo riposto nello zaino, quello dell'ora passata.
La mia professoressa di italiano ha raggiunto l'aula con un po' di ritardo,ma nulla di troppo particolare.
Ci ha detto che domani avrebbe interrogato di storia, e già lo sapevo, tantoché la mia migliore amica sarebbe venuta a casa mia per ripassare insieme.
Però ieri avevamo grammatica, e infatti ci avrebbe spiegato le proposizioni subordinate dichiarative.
Abbiamo preso il foglio e scritto il titolo, come sempre d'altronde ed io avevo persino ricopiato la definizione.
Ad un tratto, in un secondo, in qualche microsecondo, si sente un brivido dentro d me, ma suppongo dentro tutti. Un brivido, o forse un tremore. Il banco oscillava e le penne cadevano tutte per terra. Persino io ero diventata impotente e potevo cadere dalla sedia nel giro di poco.
La prof sgrana gli occhi, i miei amici cominciano ad urlare, stupiti di ciò che eravamo consapevoli stesse accadendo ma che sembrava impossibile.
ci siamo alzati e rifugiati sotto ai banchi, con la paura che i quadri con i chiodi sulle pareti potessero finirci in testa.
Non capivamo perché non suonasse la campanella,infatti un secondo dopo ecco lì quel suono che da anni si sentiva solo come prova di evacuazione e che ieri, in quel giorno,un giorno come tutti, si era cancellata la parola  'prova'.
io ho sentito le stesse emozioni del mese di agosto e seguenti, del mese di ottobre e di novembre, dei primi di gennaio di nuovo e di quel momento. Ma in quel momento non ero a casa, con i miei, come era stato invece le altre volte. Ero a scuola. E ero disperata. il mio amico Lorenzo mi ha abbracciato e appena la prof ci ha dato il permesso siamo corsi giù per le scale di fretta e abbiamo raggiunto l'area di ritrovo, nel piazzale difronte alla scuola.
Tutti erano disperati, le prof che contavano 100000 volte per assicurarsi che nessuno fosse rimasto dentro.
ci hanno fatto accendere i telefoni,che io avevo lasciato a casa malgrado che mamma me l'avesse detto che potrebbe servire sempre, ma la mia amica me l'ha prestato e io che non smettevo di piangere ho telefonato a mamma che in cinque minuti è arrivata.
Tutti ,i abbracciavano e mi davano dei baci di conforto e la mia migliore amica mi teneva la mano stretta nella sua.
Ho urlato davanti a tutti 'non provate a farci rientrare là dentro'.
eppure sì,ci hanno fatto rientrare dopo mezz'ora circa per prendere lo zaino e per aspettare che i genitori facessero un permesso per farci uscire.
E quando eravamo ancora in classe mamma mi ha detto che al piano terra per firmare il permesso è stato un vero casino.
Un segretario si è messo a trattare male i genitori e mamma le ha detto' mia figlia è disperata,se ne vada lei! Ma io senza mia figlia non ci esco da qui'
quando ci eravamo riassettati tutti in classe riecco quel brivido,quella tremarella,ancora più forte di prima e come sempre ecco la disperazione, il pianto e il tenersi per mano. Ci siamo rimessi sotto i banchi di nuovo e malgrado la prof ci avesse detto di restare sotto i banchi finita la scossa noi ci siamo precipitati giù per le scale e abbiamo raggiunto l'uscita con i nostri genitori.
una volta fuori dalla scuola con mamma e la mia migliore amica non riuscivo a respirare, mi faceva male la gola e davvero non riuscivo a prendere aria, né con la bocca né con il naso. Mi girava la testa e il cuore batteva talmente veloce da sembrare fermo.
La mia amica è restata con noi , e io lei e mamma abbiamo raggiunto la farmacia di papà mentre per il corso nessuno era rimasto dentro le case, o negli uffici e né tanto meno nei negozi.
Il prefetto, la provincia,il comune, tutti fuori, al freddo e con quel cielo giallo che mai mi fu simpatico.
e lascio a voi immaginare il resto della giornata, tra il timore e il TREMORE continuo.





ecco, ora sapete tutto.
è da un'ora che scrivo, mi distraggo almeno.
Giulia

2016

scritto da *Marty98* il 04/01/2017 alle 23:49 in pensieri

E come ogni anno, anche se un po’ in ritardo questa volta, mi ritrovo a scrivere il post di conclusione di quest'anno.
Non saprei descrivere questo 2016, è stato un ammasso di tantissime cose assieme, e adesso mi rendo conto di quanto sia difficile snodarle per parlare di ognuna di loro singolarmente. Quest'anno è iniziato in modo estremamente difficile: ho saputo per la prima volta cosa volesse dire stare male per l'assenza di qualcuno, ho capito quanto possano essere fondamentali le persone nella propria vita. Ho passato quasi un mese senza Pietro e non vorrei rivivere per nulla al mondo quei giorni. Ogni momento sembrava interminabilmente eterno, e il dolore costante che avevo nel petto non migliorava mai. Credo di non aver mai dormito così poco e pianto così tanto. Mi sentivo vuota, e persa e sola. Il tutto contornato dal fatto che tornavo nella scuola italiana, senza la mia “famiglia” di amici che mi ero costruita in Inghilterra, e senza l'entusiasmo di vivere qualcosa di nuovo.
Quando Pietro è tornato, le cose sono migliorate, ma nonostante questo mi ritrovavo a dover affrontare ed accettare il fatto che in Inghilterra era tutto diverso, e che qui avevamo tante altre cose a cui pensare oltre che a noi stessi. E quindi ancora una volta ho sofferto la lontananza, questa volta in senso più figurato che fisico, siccome riuscivamo a vederci giusto un paio di volte a settimana ed il tempo non sembrava mai abbastanza.
Tutto questo con l'abitudine è migliorato, e sono felice da una parte che sia andata così, perché avevamo un rapporto fin troppo “morboso”, e vedersi meno ci ha fatto ricordare che prima di essere una coppia eravamo due persone singole, con i propri spazi e i propri impegni. Ovviamente ciò ci ha reso più forti.
Dal punto di vista scolastico ho ricevuto solo soddisfazioni: mai prima per me studiare era stato così facile, forse anche grazie al fatto di aver eliminato totalmente la carne dalla mia vita ed aver iniziato a mangiare più verdura. I miei voti erano tutto ciò che potessi desiderare e per una volta ero pienamente soddisfatta di me stessa sotto quel punto di vista.
Ho avuto anche dei momenti brutti con Pietro, liti gigantesche che mi hanno fatto seriamente considerare l'idea di lasciarlo: ora col senno di poi, e vedendo come sono le cose tra di noi al momento, ringrazio Dio di non averlo fatto e di aver stretto i denti anche quando le cose non andavano.
L'estate è stata uno spasso: stavo col mio ragazzo, uscivo, mare, sole e tante feste, alcune più belle, altre più brutte.Ho avuto anche momenti no ovviamente, per esempio quando Pietro è partito per 18 lunghi giorni e mi ritrovato in una situazione simile a quella di inizio, i miei problemi di salute e il ricovero di mio nonno, ma direi che in generale è stata la migliore estate da un bel po’ di tempo.
Ho viaggiato tanto: sono stata ad Amsterdam con Pietro, un'esperienza unica che voglio ripetere con lui il prima possibile e a Berlino con papà. Entrambe città stupende.
E poi è iniziata la quinta. Quella che sarà il mio ultimo anno di liceo, che sto affrontando tra mille ansia e paure al meglio che posso.
Sono diventata maggiorenne, cosa che ho scoperto comportare più rotture di scatole che benefici, ho votato per prima volta, cosa che mi ha fatta sentire grande.
Ho fatto un anno con Pietro e questo mi rende molto orgogliosa di me stessa ma anche di noi insieme
.Ho passato un bel Natale, e ho concluso l'anno con un viaggio a Champoluc con Pietro, Diana e Dario, ed è stato fenomenale. Il capodanno migliore della mia vita senza dubbio.
Quindi che dire, non posso lamentarmi. Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre perché la vita è così, ma credo che in fin dei conti, almeno per me, questo 2016 non sia stato così disastroso.
Come sempre, non so cosa mi porterà il 2017, e col tempo ho capito che fare piani per l'anno nuovo è inutile: succederà sempre quel che meno ti aspetti, ed è semplicemente giusto vivere giorno per giorno.
Ho pochissime certezze e mi va bene così.
Buon 2017 a me stessa, a te blog, e a tutti voi.
"O time! thou must untangle this, not I;  
It is too hard a knot for me to untie!" - W. Shakespeare, Twelfth Night

Lettera a Babbo Natale

scritto da un filo che vuole restare anonimo il 23/12/2016 alle 22:32 in pensieri

Caro Babbo Natale,
ti scrivo perché mi sento un po' sola e volevo parlare almeno con te.
È da tanto che non lo faccio, probabilmente sono anni che non ti scrivo. Quand'ero più piccola ti scrivevo sempre ma poi mi portavi sempre quello che non ti avevo chiesto e allora mi è sempre parso inutile scriverti cosa volevo.
Ora però ho desideri leggermente diversi da quelli che avevo quando ti scrivevo e spero che ora tu possa aiutarmi a realizzarli. So che l'unica che in realtà può realizzarli sono io ma vorrei un aiuto da parte tua.
A me è sempre piaciuto il Natale, credo che tu lo sappia. Ho sempre adorato la sua atmosfera e il calore che riusciva a trasmettermi.
Con il tempo però è iniziato a cambiare qualcosa: continua tutt'ora a piacermi ma la sento soltanto come una festa in cui le persone si scoprono essere molto più false di quanto pensassi; si ricordano di te solo il giorno di Natale per farti gli auguri. Io credo che sia inutile dare gli auguri ad una persona che poi non calcolerai minimamente per il resto dei 364 giorni seguenti.
Quindi ecco il mio primo desiderio: 1)aiutami a stare lontana da queste persone. Non voglio stare a contatto con persone false e incoerenti.

È anche per questo motivo che ho smesso di andare a messa la notte di Natale, dopo che è finita tutti quanti iniziano a darsi gli auguri in modo troppo sorridente e a me appare tutto così falso, quella falsa atmosfera allegra mi dà il nervoso. Credo però che dovrei andarci, non sono importanti le altre persone ma è importante Dio, Gesù o qualsiasi cosa in cui tu creda.
Quest'anno però tanto non sarei andata comunque. In compenso mi troverò in una situazione dove sono io a fare la falsa: domani notte sarò costretta a dare gli auguri a mio padre, gli dirò semplicemente "auguri", e così lo dirò anche alla sua fidanzata, anche ai miei fratelli e anche a mia madre che in quel preciso momento sarà con il suo fidanzato lontana da me, ed è giusto così perché anche lei deve poter finalmente passare un Natale felice dopo tanto tempo. Ma ormai lo sanno anche i muri di casa mia che porto rancore per tutti loro e i miei non sarebbero che falsi auguri e finti sorrisi: mi comporterò come tutte quelle persone che non sopporto.
Dunque ecco il mio secondo desiderio: 2)vorrei poter trovare il coraggio di dire ai componenti della mia famiglia ciò che più odio di loro.
Vorrei trovare il coraggio di dire a mio padre che tanto lo so che tiene più alla sua fidanzata che a noi, so che non vuole che dormiamo direttamente da lui dato che il giorno dopo ha impegni più importanti che passare il Natale con noi. Non voglio stare con lui perché non mi ha mai chiesto scusa per gli errori che ha fatto e io avrei solo voluto questo, non è difficile, forse.
Invece dalla mia bocca uscirà solo un "auguri".
Vorrei poter dire a mia madre che nonostante tutto l'amore che mi dà ogni giorno, io non riesco a dimenticarmi del male che mi ha fatto in passato. Io ancora ho impresse nella mente le parole che tempo fa mi disse e mi ferissero molto di più del piatto che quand'ero più piccola, forse per sbaglio, mi spaccò in testa.
Ma solo un "auguri mamma" dirò.
E a mio fratello che anche se è una brava persona e seria, anche se lo stimo molto ed è esattamente il tipo di persona che vorrei diventare, vorrei dire che stavo riuscendo a dimenticare ciò che ha fatto un paio di anni fa, finché non è arrivato il 6 gennaio di quest'anno e mentre litigava con mamma mi sono venuti un sacco di ricordi in mente e mentre piangevo lui non faceva che ripetere a mia madre quanto mi avesse cresciuto male.
A mio fratello e a mia sorella maggiori non ho assolutamente nulla da dire e questo significa che con loro non ho nemmeno più voglia di parlarne. Non mi interessa più di tanto avere la loro fiducia o meno...

Il mio terzo desiderio è quello di riuscire ad eliminare i sensi di colpa che ho addosso da molto tempo.
Spero che prima o poi se ne andranno.
Scusa babbo Natale se questa lettera è stata molto delicata e piena di forti emozioni, ma a volte mi sento così. In prima elementare un giorno mi hanno detto che tu non esisti, ma perché dovrei credere a qualcuno che non mi considera mai e dovrei smettere di credere in qualcuno che mi ascolta sempre e ha addirittura voglia di realizzare i miei desideri?
Io credo in te molto più di quanto creda nelle altre persone. È per questo che ti scrivo.
Spero che questi desideri non siano troppo complicati e che siano realizzabili.
Grazie :) e Buon Natale.
(E voi cosa avete chiesto a babbo Natale?)

Il natale, me e gli altri.

scritto da Mary04 il 23/12/2016 alle 17:22 in varie

manca davvero poco a Natale.
è strana la sensazione che nutro nel mio cuore, non c'è la solita gioia del 23 dicembre, del periodo prima di Natale.
non c'è più Babbo, la gioia di ricevere i regali, è tutto diverso da qualche anno. Quando ero più piccola vedevo il natale ogni anno con occhi nuovi,come fosse ogni anno diverso, e come lo vivessi per la prima volta.
ora senza giochi, senza passare le giornate intere a giocare, giocare e rigiocare non c'è più lo spirito di Natale, la gioia di alzarmi e vedere le decorazioni fuori dentro e in tutta la mia casa.
Non c'è nessuna gioia o euforia, quella che mi accompagnava due o forse tre anni fa.
Penso alle persone che a causa del terremoto non hanno una casa, e io a volte mi rammarico di non sapere cose farmi regalare. Che razza di persona sono? come faccio a non vergognarmi?
oggi io e mamma abbiamo fatto i regali ad una famiglia polacca in cui ci sono quattro bambini piu o meno della mia età e di cui ci stiamo prendendo cura poichè i genitori sono malati e per curarsi devono andare fuori città, la ragazzina della mia età è la più simpatica e domenica che sono andata a servire come volontaria ad un pranzo dei poveri era vestita con tutti i vestiti che le avevo dato io!!!! :) mi ha fatta super felice e forse verrà nel liceo dove andrò io!!!
voi cosa ne pensate? vi piace aiutare gli altri? non vi fa sentire pieni come una pianta in primavera che sboccia?
a me si :) e lo adoro.
mi piacerebbe far passare loro un Natale sereno, come lo ho io ogni anno, ma non so, la mamma è malata di tumore e non si sa se quel giorno ha le chemio.... poveri bambini e povera lei, è dolce e gioiosa, nella mia parrocchia sono tutti felici che io abbia fatto amicizia con i bambini, perchè hanno detto che stando insieme a me potranno essere sereni e a quel punto mi sono un po'rattristita: se deludessi tutti?


comunque come sempre totalmente fuori tema OVVIO AHAHAHA XD
buon Natale pieno di serenità e gioia nel vostro cuore :babbonatale: .
vi amo, grazie per tutto. :panda:
Giulia

sono stanca

scritto da alessia02 il 13/12/2016 alle 14:50 in amicizia, amore e famiglia

non ce la faccio più, mi serve un supporto! sempre la stessa storia, ridono di me alle spalle e nessuno mi parla solo perché non ho WhatsApp e ottengo buoni voti a scuola. mi piacerebbe rivendicarmi, io faccio beach tennis e ho iniziato da 3 settimane perciò nelle partite perdo, quando mi mettevano in copia con qualcun' altro sbuffavano e ridevano di me.
voglio parlare con qualcuno, per favore non prendetemi in giro anche voi. :'(

Imparare ad apprezzarsi

scritto da chiarettah il 12/12/2016 alle 00:21 in pensieri

Un anno fa dovetti andare in chiesa con la mia professoressa di religione per aiutarla con la messa per noi alunni e professori. Ad un certo punto mi sedetti vicino a dei ragazzi, forse di qualche anno più giovani. Mi cominciarono a fare spazio, troppo spazio. Allora sentii che uno di loro disse ai suoi coetanei:-"Fate più spazio 'che questa è chiatta."-.
Tornai a casa e mi guardai allo specchio: in quel momento vedevo solo le mie gambe. Le vedevo enormi, mi chiedevo perché fossero così tozze. Da lì partì tutta una serie di complessi che riguardavano tutto il mio corpo e che mi rendevano ancora più insicura. Già lo ero a livello caratteriale...
"Perché ho queste occhiaie così evidenti?"
"Perché tutte le mie compagne hanno più seno rispetto a me?"
"Perché ho le gambe così grosse?"
"Perché sono così stupida?"
"Perché sono così incapace?"

Per fortuna non andai oltre ciò.
Recentemente ho deciso di affrontare queste mie insicurezze. Mi sono guardata allo specchio e ho visto una ragazza che ha spalle e torace minuti e fianchi un po' più larghi, ma allora? Cosa c'è di male, se la natura mi ha voluta così?
Ancora oggi sto cercando, piano piano, di imparare ad apprezzarmi e a migliorarmi. Non è semplice.

Tutto questo per dirvi che chi si basa sull'aspetto per giudicare una persona è solamente superficiale, incapace di comprendere quanto sia importante che è il nostro essere interiore la cosa principale.
Una persona che vi vuole bene ve ne vuole perché siete voi stessi.

Chiara
"And anytime you feel the pain, Hey Jude refrain, don't carry the world upon your shoulders." (Hey Jude, The Beatles)

Cose. xD

scritto da marina il 18/11/2016 alle 20:11 in varie

Caro blog filoso.. filoso mh ok.:piangodigioia:
volevo raccontarti tante di quelle cose che sono successe nella mia assenza, ma tante di quelle.. ho visto parecchi messaggi in bacheca e vedo che siete davvero dei bravi scrittori u.u ,a differenza di qualcuno...
Allora come cominciare? Vi parlo della nostra amata scuola è.ècuore. Direi che va bene tutto solo che devo fare per martedì la verifica di mate, su cose che abbiamo ripetuto mille volte ma non le ho capite e quindi devo cercare su internet ...che bella vita. Questa frase mi ricorda la pubblicità di quel profumo che una tizia dice " la vì è bell" O.OAh ho iniziato danza anche se mi muovo come una capra :piangodigioia: le insegnanti però sono molto gentili e professioniste , sono bravissime! Lo sapevate che il scorso lunedì mi sono dovuta mettere il gesso al braccio? no? beh forse perché non l'ho raccontato ù.ù.
Era una giornata noiosa come tutte le altre e stavo al parco con delle mie amiche, allora mi arriva una pallonata al braccio e urlo, il ragazzo mi ha chiesto scusa mille volte e io dicevo stressata:-non preoccuparti capita, capita- *intanto il mio braccio stava morendo* allora arriva mia madre che chiama il pronto soccorso. Quando arrivammo arrivarono le notizie:- Niente di preoccupante ,disse il dottore, semplicemente dobbiamo mettere il gesso. Il problema è che sono stata colpita al braccio destro e non potevo scrivere.
Intanto il mio braccio sta meglio e ho scoperto che il ragazzo che mi aveva colpita è  vicino alla mia classe O.O
Pazienza ora scrivo con la sinistra e se non ci credete credo di averci messo 8 anni per scrivere :piangodigioia: la mia mano è stanca :lunanuova:
Al domani del prossimo dopodomani °-°
Vecchia zia di 200 anni u.u, però giovane O_O

Dolci a colazione

scritto da Foca il 18/11/2016 alle 19:27 in varie

Io sono abituata a mangiare salato a colazione. Eccetto quando sono da mio nonno mi ritrovo la mattina con la solita torta di mele di zia Cinzia. Un giorno ho notato che quando mangiavo colazione dolce, diventavo depressa così con mia sorella, mia madre e mio padre. Non ti viena msl di pancia ma diventi depressa! Consiglierei non mangiare dolci a colazione.
Ci farò anche un sondaggio.:cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore::cuore:=
Tutti siamo buoni e cattivi dentro di noi ma l'importante è da che parte stare - Sirius Black

Paure

scritto da un filo che vuole restare anonimo il 10/11/2016 alle 13:50 in pensieri

Io ci ho provato a smetterla di voler sparire dal mondo, e da me stessa. Dopo aver passato anni a seguire ciò che mi diceva quell'inspiegabile voce nella mia testa che sta parlando anche ora, un giorno di ottobre sono riuscita a fermarla. Sono riuscita ad ignorarla, a dirmi che devo iniziare ad ascoltare me stessa, e ogni volta che si intrufolava riuscivo a zittirla.
Mi sembrava strano, ci stavo riuscendo. Sono riuscita a smetterla di dare importanza alle parole degli altri, di smetterla di volermi male; era molto strano.
Ieri sera è crollato tutto, di nuovo. È bastata una parola in più da parte di mia madre per far crollare tutta l'autostima che ero riuscita a crearmi.
Stamattina a scuola, invece, sono bastati dei piccoli ricordi di tempo fa per provocare in me tanta tristezza, e io riesco a gestire tutte le emozioni, ma la tristezza no.
È bastato un semplice specchio per riflettere tutto quello che ho dentro, e farmi crollare, di nuovo. Sono bastate delle semplici parole da parte di altre persone per confondermi e darmi la certezza che quella sensazione di sicurezza che sentivo un mese fa fosse solo una triste e temporanea illusione.
Io ora non so come comportarmi, non l'ho mai saputo e non lo so nemmeno ora.
Sono consapevole di dover affrontare dei mostri che vivono dentro di me da tanto tempo, gli stessi che ho sognato esattamente una settimana fa.
Però mi sembra che si siano solamente rafforzati, e stiano ancora lì a dirmi cosa devo fare e cosa non devo fare.
Non so come affrontarle queste paure, e le persone attorno a me non si rendono conto della confusione che ho in testa. Forse sono anche più confuse di me.
Non so quale sia la soluzione. So solo che non voglio tornare al punto di prima, quindi ora ci riprovo.

le medie

scritto da -*Ireneviolafly*- il 03/11/2016 alle 22:28 in scuola

cari fili gomitolosi,
Cagny in chat mi ricordò, che voi non sapete cosa succede nella nostra classe:
noi abbiamo dei compagni antipaticissimi.
Un giorno è successo che si sono messi a urlare e a sputare in faccia alla prof, e la prof nondiceva niente.
Uno si è messo a urlare con la cintura mezza aperta
Un altro giorno era successo che un compagno (il peggiore) al mattino mentre arrivavo in classe, sbattè la porta dell'aula.
Io non avevo voglia di litigare perchè quello era il mio gioro preferito; allora cercai di spingere un po' la porta.
Infilai un po' la testa mentre c'era lui che spingeva quindi mi ha schiacciato fortissimo la testa.
Poi mi trovai la prof dietro di me e lo sgridò, e a me faceva malissimo la testa.
Un altro giorno si misero a picchiare VIOLENTEMENTE come se stessi guardando una puntata di wrestlig e alla mia migliore amica arrivo un calcio e a me uno schiaffo si picchiarono tanto tanto (non ho capito perché)
Un giorno la prof voleva dare una nota (finalmente una prof intelligentee) perchè il peggiore non aveva fatto i compiti, allora: la prof gli urlò: -portami il libro e il quaderno- e lui urlò: -oh va bene!- e poi lei: -portami il libretto- e lui: -no scusami è!-; dopo un altro compagno si alzò e ando a prendere il libretto del compagno.
Quando era vicino alla cattedra il peggiore si alzo e lo picchio, si picchiarono a vicenda; la prof rititrò il libretto a tutti e due poi in questi giorni continuano sempre così.
Ormai sto cercando di abutuarmi.
baci e una :pizza: a chi è arrivato fino a qui
bye bye
Irene
La fimmina Irene :cagnolino:
ONCE UPON A TIME cuore

autolesionismo,un mio problema

scritto da un filo che vuole restare anonimo il 02/11/2016 alle 20:46 in pensieri

ciao persone!
vorrei parlarvi di un problema che ho.
non è che ce l'ho,mi è venuto fuori da solo.Ora a causa di una mia distrazione lo sanno tutte le mie insegnanti e non voglio che lo dicano hai miei parenti perchè quello che ho io è solo mio nessuno può capire il perchè delle MIE azioni su questo argomento,a mala pena lo capisco io il perchè,è inutile che voi grandi ci state sempre a chiedere che cosa abbiamo;voi non potete capire.
l'autolesionismo,per chi non lo sa,è il "tagliarsi,levarsi la pelle e farsi male consapevolmente alle parti del corpo,specialmente mani,braccia e gambe.Non c'è più altro da spiegare perchè il motivo che spinge i ragazzi e le ragazze a fare questa cosa è soggettivo,tutto nasce da una cosa personale e poi si trasferisce su tutto quello che ti succede nella vita in quel periodo.

Credo di essere entrata in una fase di depressione della mia vita.Il mio essere autolesionista è così:
nella mia testa io appartengo dalla nascita ad una religione;in questa religione tutti quelli coinvolti devono o tagliarsi o levarsi la pelle ogni giorno.
non vi consiglio di vedere la mia mano.
hai miei geitori ho detto che sono caduta a scuola ma non ci crederanno ancora per molto...

Non ho un titolo

scritto da un filo che vuole restare anonimo il 01/11/2016 alle 09:38 in varie

Nn so perché sto scrivendo comunque mi sento abbandonata a me stessa,non parlo con nessuno non mi capirebbero.Da un mese segui un canale youtube per ragazzi con un qi sopra la media è man mano che faccio mi rendo conto di risolvere dei problemi che un ragazzo/a della mia età nn saprebbe risolvere.Non sto scrivendo per vamtarmene
ma per capire se parlarne o no con i miei genitori.Aiutemi.:grazie:

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