Il Gomitolo


Fiabe e racconti

Five magics

La trappola

capitolo 6

Racconto scritto da Julia e corretto da Gabriele.

Le ragazze si erano ormai alzate da due ore buone; erano sveglie dalle cinque di mattina a riflettere, questa volta tutte insieme, sul perché il professor Pozzi era stato attaccato da cose che lo rendevano cattivo...
-Sentite, oggi non abbiamo la sua lezione quindi possiamo chiedere agli altri insegnanti il loro parere- disse ragionevolmente Irene.
-Va bene, ma ci ascolteranno?- chiese Eva realistica.
-Senti Eva, loro potranno essere fastidiosi, distratti, severi, disinteressati però qui si tratta di un caso importante, sono docenti quanto lui- disse maestosamente Chiara.

Tutte acconsentirono al piano e per mostrarsi perfette e convincenti si misero la divisa per bene, la fecero luccicare con qualche piccolo brillantino, si sistemarono alla perfezione i capelli, si fecero belle, si misero delle scarpe pulitissime e controllarono benissimo i compiti, studiati per bene e fatti alla perfezione, con una calligrafia ordinatissima.
-Wow!- disse Irene guardandosi allo specchio, non essendosi mai vista così ordinata.
-Sto benissimo!- disse Chiara arrossendo un pochino.
-Sisi, ma venite, la lezione comincia!- disse Julia.

Le ragazze si avviarono in completa tranquillità verso la lezione della prof. Incanto.
-Buongiorno a tutti ragazzi miei! Sono certa che attendevate pazientemente la mia lezione per chiedermi il perché del comportamento irriguardevole del nostro caro professor Pozzi, naturalmente non per sentire le mie noiose spiegazioni, altrimenti sareste rimasti a casa.
Il professor Pozzi è stato... rimpiazzato da una... ehm... nostra alunna, che tutti gli insegnanti, compreso il professor Pozzi, appena è stato liberato, hanno severamente punito in tutti i modi possibili, ed ora è a casa sua a scontare la sua punizione.
Avremmo preferito tenere riservato il nome di quell'alunna, per comunque non metterla in imbarazzo, però sono certa che in molti avete già indovinato chi è, per i suoi notevoli precedenti non molto belli e per questo diciamo che, per chi non l'avesse capito, che l'alunna di cui parliamo è la signorina Prugna Alberelli, che sarà sospesa per un mese e sconterà diverse punizioni, a casa e a scuola.
Immagino che il mio discorso sia stato abbastanza lungo ma secondo me è necessario spiegare le cosa per poterle capire correttamente e non ascoltare le versioni contorte dei conoscenti che hanno già sentito la storia migliaia di volte e che quindi "la rendono più interessante" aggiungendo particolari inesistenti. Grazie a tutti per l'attenzione-.

Le ragazze si guardarono tra di loro stupefatte e arrabbiate.

-Aprite il libro di magia a pagina 1924, riga cinque. Legge Sofia-, disse la prof.
-Per produrre correttamente l'incantesimo del vento bisogna soltanto tenere il braccio fermo, muovere il polso in senso orario e pronunciare "Vento ventoso, soffia impetuoso, soffia nel cielo, metti un velo", cioè la formula magica-.

-Continua tu, Chiara-.
-L'incanto del vento è abbastanza semplice ma bisogna fare molta attenzione a pronunciare correttamente la formula magica perché se no l'incantesimo ha un altro effetto. Se per esempio si pronunciasse "Tempo temposo, soffia tamburoso, soffia nel gelo, metti un melo", il mondo sarebbe "capovolto" perché il tempo scorrerebbe velocissimo, ci sarebbe un rumore continuom con dei tamburi che soffiano quando fa freddo e un melo gigante-.

-Ora tu Francesca-.
-Bisogna fare attenzione anche a dove si vuole scatenare il vento perché se si mette il vento fuori questo sarà libero di andare dove vuole, mentre se lo si mette in una fialetta si può prendere un pizzico di vento quando si vuole-.

-Vai Martina!-.
-Bisogna dosare attentamente la forza del vento e solo in caso di pura emergenza alzarla al massimo. Per alzare o abbassare la forza del vento basta solamente alzare o abbassare la bacchetta facendo il movimento del polso descritto precedentemente-.

-Maria, tocca a te!-.
-Si può anche produrre un vento musicale semplicemente suonando una volta la melodia nel vento; dopo il vento suonerà la musica prescelta all'infinito, finché con un colpo secco di bacchetta lo si fermerà-.

-Mmm... Giulia, leggi-.
-Il vento incantato è utile per trasportare degli oggetti, soprattutto pacchi. Basta mettere il pacco nel vento e aggiungere i francobolli necessari; il vento comincerà a dirigersi verso l'indirizzo scritto sul pacco e lo depositerà sullo zerbino del destinatario. Il vento resterà ad aspettare una ricompensa per la consegna, da restituire al mittente del pacco-.

-Irene, leggi-.
-Si sono verificati numerosi incidenti nel corso della storia per lo scontro del vento con un altro vento nella consegna di pacchi e in quel caso i pacchi possono non arrivare o arrivare rovinati; può succedere anche che arrivino pacchi bagnati e scartati, non a causa di una rapina ma del vento che involontariamente fa strappare la carta ai pacchi-.

-E' il tuo turno Fantasmino!-.
-Uuuuh uuuuuh uhhhhhhh-.
-Fantasmino, devi leggere il paragrafo sul libro!-.
-Il vento è noioso e inaffidabile. Uuuuuh. Non usatelo maiii. Fine-.
-Fantasmino, vai nello studio del preside accompagnato da... mmm... Julia e Heidi. Bambine, accompagnatelo!-.

Julia e Heidi, esitanti, controllarono Fantasmino per farlo arrivare nell'ufficio del preside Ics.
-Toc toc toc-.
-Avanti piccole pesti!-.

Le piccole spiegarono tutto quello che aveva fatto Fantasmino, anche quando in precedenza erano state picchiate.
-Mmm... capisco. Fantasmino, vuoi restare a fare due chiacchiere con me?-.
-E... ah sì, voi bambine potete tornare alla vostra lezione oppure in camera vostra, scegliete voi-.
-In camera, grazie-.

Le pesti uscirono e fecero un po' le pazze, scivolando sulle ringhiere delle scale e cantando canzoni sciocchine lungo la strada per la camera, al terzo piano.
-Eccociiii!!!-.

Quindi si divertirono un po' con i loro poteri. Julia amava tanto volare, era stato il suo sogno fin da piccolina, mentre Heidi amava teletrasportare Julia nell'aula e nella camera, velocemente, per far credere alla prof di avere le allucinazioni e per far divertire Chiara, Irene ed Eva.

-Heidi, cammino sui muri!- disse Julia ridendo, perché stava volando a testa in giù.
Purtroppo lasciava delle impronte sul soffitto, così lei e Heidi andarono a pulire... ma videro delle tracce... sembrava proprio acqua, ma Julia non aveva calpestato acqua con i suoi stivaletti!
-Boh, puliamo e lasciamo perdere!-.

Julia e Heidi Però lo scrissero sul loro diario, che condividevano. Lì dentro c'erano scritte tutte le loro avventure e i loro segreti più profondi che non avrebbero rivelato a nessuno.
-Che ne pensi se facciamo un po' d'ordine?- propose Julia.
-Sì!-.
-Cominciamo da Eva!-.

Rifecero i letti, misero a posto, lucidarono e fecero brillare tutta la stanza! Ma le ragazze andarono un po' oltre...
-Rimettiamo a posto anche i loro oggetti preferiti!-.
-Okay!-.

Sotto al materasso di Eva trovarono il suo diario, che straripava di fogli, quindi per riordinarlo lessero qualche frase a caso... su qualche amico e amica...

Sotto al cuscino di Irene trovarono un bellissimo diario gigante... che una volta aperto al posto delle pagine rivelò... una scatola piena di dolci!! Affamate le ragazze li mangiarono tutti.

Fra le lenzuola di Chiara trovarono un medaglione con la sua foto e la foto di qualcuno che non conoscevano.

-Oook, ora dove mettiamo tutte queste cose?-.
-Le mettiamo nel cassetto del comodino di ognuna di loro!-.

Le piccole si sbrigarono e appena fatto si misero a letto e provarono a dormire per non insospettire le altre.
-Clang!- la porta si aprì e le grandi entrarono nella stanza.
-Yawn! Vedendo loro che dormono anche a me viene sonno!- esclamò Chiara sbadigliando.
-Anche a noi!-.

Tutte si misero a letto... ma alcune non dormivano bene... o non dormivano affatto...

Irene di solito era abituata a leccare un lecca-lecca nel sonno e purtroppo non lo trovò; anche Eva che normalmente leggeva il diario mentre fingeva di dormire, se non aveva sonno, non lo aveva trovato ed era andata in panico; poi Chiara solitamente stringeva il suo medaglione forte forte ma quando non lo trovò pianse a bassa voce. Le piccole pesti invece dormivano serenamente facendo dei sogni stupendi...

-Ragazze, sveglia, dobbiamo andare all'asilo a sostituire la maestraaaa- disse Heidi con un megafono.
Eva, Chiara e Irene balzarono subito in piedi e si misero a cercare le proprie cose. Dopo le trovarono nel cassetto dei rispettivi comodini e si scervellarono sul perché si fossero spostate.

-Chiary, Ire, Evy!!! Ci sieteee?-.
-Aaaaaaah- le ragazze dissero, visto che si erano messe il pigiama al posto della divisa.

Si sbrigarono come matte per arrivare in tempo e avevano pure le scarpe slacciate!
-Eva buffa! Eva buffa!- disse Yasmin ridendo.

Eva quindi fece insieme a Chiara e Irene uno spettacolo da clown e tutti si divertirono un mondo! Poi andarono a fare i compiti che erano stati assegnati alla lezione di fotografia.

-Heidi, vieni con me a trovare Giulia? Dobbiamo chiederle di darci i compiti assegnati!- chiese Julia.
Heidi la seguì e insieme andarono in camera di Giulia, Francesca, Sofia, Maria Giulia e Martina.
-Scusate, ci chiedevamo se potreste darci i compiti di fotografia-.
-Prima però invitate le altre in camera nostra; dobbiamo parlarvi-, fu la risposta.

Heidi e Julia tornarono in camera a spiegare tutto alle loro amiche. Tutte erano molto curiose e quindi si sbrigarono.

Giulia cominciò a parlare: -Ci sarà un grande ballo e quindi ci chiedevamo se vorreste fare con noi gli incantesimi per i vestiti-.
Tutte accettarono perché dovevano anche esercitarsi.

Insieme cominciarono a fare i modelli dei vestiti e furono d'accordo sul fatto che ciascuna dovesse averne uno diverso. Julia disegnò per sé un modello di vestito azzurro chiarissimo con piume candide e un mantello blu; Eva fece la bozza di un vestito molto gonfio e rosa con del tulle di varie tonalità sovrapposte; Irene si fece un vestito con una gonnellina piccolissima tutto arcobaleno e fatto di materiali diversi; Heidi inventò un vestito stretto e violetto con molti brillantini luccicanti; Chiara invece si fece un vestito verde con tanti fiorellini.

Tuttavia trasformare quei modelli in realtà era un sogno lontanissimo perché dovevano ancora imparare tante magie! Cominciarono con l'incantesimo "Ago e filo" per cucire i vestiti. Dopo un oretta diventarono accettabili.

-Qualcuna di voi ha forse un libro di incantesimi?- chiese Julia.
-Ehm no...-.
-Anzi, sì!!! Guardate nel mio armadio!- disse eccitata Sofia.

Il libro era antico e impolverato e parlò:
-O voi che siete venuti, ragion avete per disturbare il mio sonno?-.
-Antico libro, abbiamo bisogno di scoprire l'incantesimo per rendere bellissimi i nostri vestiti, tu puoi aiutarci?-.
-Io parlare non potrò se l'elisir non avrò-.
-Quale elisir?-.
-Dovete trovare l'elisir di bontà!-.
-Dove si trova?-.
-Non si trova ma si ricava, da tutto ciò che avete l'elisir avrete-.
-Dai, non vogliamo degli stupidi trucchetti, vogliamo solo avere il nostro incantesimo-.
-Non ve lo darò, no, no e no-.

Eva chiuse di botto il libro e lo buttò nell'armadio.
-Possibile che nessun altro abbia un libro degli incantesimi?-.

Tutti scossero la testa.
-Due di noi devono andare in biblioteca sotto al mantello dell'invisibilità del preside.-.
-Come facciamo a scegliere?-.
-Servirebbe qualcuno di molto piccolo-.
-Ci offriamo noi- dissero Heidi, Sofia e Julia.
-Siete troppe, solo due di voi possono andare in missione-.
-No, andremo in tre, più siamo più è sicuro!-.

Loro tre quindi svicolarono dalla stanza e andarono all'ufficio del preside. Lui stava canticchiando una canzoncina e stava chattando.
-Io lo distraggo, voi curiosate- disse Julia sottovoce.
Heidi e Sofia si nascosero.

-Buonasera signor preside!-, disse Julia.
-Buonasera a te piccola peste dispettosa, cosa ci fai qui? Non sai ancora che non si può uscire di notte?-.
-E' che dovevo riferirle una cosa importante, molto importante-.
-Quale?-.
-Non so se posso dirlo, forse mi prenderà in giro...-.
-Non ti prenderò in giro!-.
-Forse non considererà questo importante...-.
-Sono certo che è una cosa importante!-.
-Ma forse le mie compagne non sarebbero d'accordo...-.
-Non c'entrano!-.
-Ma potremmo forse litigare...-.
-In quel caso risolverò tutto...-.
-Ma se fosse grave?-.
-Una piccola magia può andare bene-.
-Ma se qualcosa andasse storto?-.
-Io l'aggiusterei!-.
-Ma se fosse una cosa irreparabile?-.
-Cambia amiche!-.
-E se diventano mie nemiche?-.
-AGGIUSTERÒ TUTTOOO!-.
-E se però diventassero cattivissime?-.
-Me ne accorgerei!-.
-E se l'ipnotizzassero?-.
-Ma che sciocchezze, questa è magia avanzata!-.
-Ma se trovassero un libro di magia?-.
-Non credo che proverebbero a prenderlo!-.
-E se lo prendessero?-.
-Farei dei controlli!-.
-E se sfuggissero ai controlli?-.
-Io le acchiapperei!-.
-E se diventassero esperte di magia nera?-.
-Le caccerei dalla scuola!-.
-E se scatenassero una guerra?-.
-Noi non l'accetteremmo!-.
-Ma se distruggessero la scuola?-.
-Cambieremmo scuola!-.
-Ma se facessero a pezzi tutte le scuole del mondo?-.
-IO LE PRENDEREIIIIIII!!!!!!!!-.
-E se chiamassero dei giganti?-.
-Ma cosa volevi chiedermi????-.
-Non so se posso dirlo...-.
-Peeeeeeerchééé??????-.
-Forse offenderei tutti...-.
-Dimmi quello che mi volevi dire e chiudi la boccaaa!-.
-...il cuscino è scomodo-.
-Ora esciii!-.
-Ma mi scusi, devo dirle anche un'altra cosa!-.
-Uff, dimmela!-.
-E se offendessi qualcuno?-.
-Nessuno si arrabbierebbe!-.
-Ma se qualcuno si arrabbiasse?-.
-Nessuno si arrabbierà!-.
-Ma se.....
-BASTAAAAAAAA!-.

E così il preside uscì a passeggiare per la scuola.

-Ahahahahahah, Julia, l'hai trattenuto proprio bene! Abbiamo scoperto che il mantello è nella sua borsa!-.
-Allora prendiamolo subito, prima che torni!-.
-Il problema è che abbiamo scoperto che è collegato all'allarme antincendio, quindi se vogliamo prenderlo, deve scattare l'allarme-.
-Allora... facciamolo scattare!-.
-Ma ci beccherebbero subito!-.
-Non se io e Heidi voliamo!-.

Julia e Heidi si inventarono che avevano una pozione per volare e sollevarono Sofia.
-L'allarme è davanti alla mensa!-.

Quindi volarono fino alla mensa e senza farsi vedere suonarono l'allarme.
-Ninoninoninoninon!!!!!!- squillò l'allarme.
Nessuno si svegliò, perché Sofia aveva regolato al minimo il volume dell'allarme.

Julia lasciò a terra Sofia e disse a Heidi di rimanere con lei. Era l'unica che il preside aveva visto. Se lui avesse visto anche altra gente avrebbe punito tutti. Julia prese velocemente il mantello e lo mise su Sofia e Heidi, poi materializzò una copia identica del mantello e la mise nella borsa del preside.
-Andiamo in biblioteca!- sussurrò Julia alle altre.

In volo, strette sotto al mantello, andarono in biblioteca a prendere il libro di magia-.
-Indicum obgect libro!- esclamò Sofia sottovoce.

Avanzarono miliardi di libri con faccia, braccia e gambe!
-Oh no! Veloci, chiamate Eva, Chiara... insomma le altre!- disse Heidi velocemente.

Julia lasciò Sofia con Heidi a difendersi dall'avanzata dei libri e andò a chiamare le altre volando. Con sé aveva solo il mantello dell'invisibilità, perché quando volava emanava una luce argentata e l'avrebbero potuta vedere.

-Ragazze venite sotto al mantello, dobbiamo andare in biblioteca!-

Le altre non chiesero nulla e le "magiche" portarono le " non-magiche".
Arrivarono in biblioteca proprio quando un libro stava per andare addosso a Heidi.

-Quando sfidi una di noi sfidi tutte noi, quindi stai attento alla tua incolumità!-.

Le cinque protagoniste si misero in cerchio e ciascuna attivò la propria magia. Eva cominciò a ballare in cerchio e fece un muro di rampicanti per bloccare i libri; Chiara materializzò una boccetta d'inchiostro, per attirare i libri nella prigione di Eva; Irene attirò i libri nel recinto teletrasportandosi da un capo all'altro della stanza; Julia e Heidi non potevano però utilizzare i propri poteri perché i libri non erano persone vere. Quindi usarono tutti i poteri delle altre e diedero un grande aiuto per intrappolare tutti i libri.

Era ormai l'alba quando tutti i libri furono sconfitti. Le ragazze erano esauste e prima di andare a dormire scrissero una lettera al preside per chiedere due giorni di vacanza. Dopo si misero tutte a dormire nella camera delle Five Magics.

-Yawn, che bella dormitina che ho fatto!!!- disse Irene sbadigliando rumorosamente.
-Anche io ho dormito bene!- escamò Francesca.

Le più piccole invece erano ancora ben assopite. Quindi le più grandi, come al solito, cominciarono a chiacchierare, questa volta sull'attacco dei libri.
-Bisogna parlare con l'antico libro! Secondo me c'entra qualcosa!-.

Quindi le ragazze aprirono tremanti l'armadio e il libro balzò in piedi.
-Orsù chiamato mi avete, e l'elisir fornito sì mi avete, quindi patti son patti e promesse promesse, l'incanto io vi darò e a voi la magia provare farò!-.

Tutte si misero in cerchio (tranne le piccole pesti) convinte di averlo ingannato e pronte a ricevere la formula del libro.
Il libro si alzò in volo e urlò: -Creduto mi avete e imprigionate sarete!-.

Lanciò quindi un cerchio di fuoco azzurro che circondò totalmente le ragazze, che quindi si ritrovarono imprigionate. Per fortuna le piccoline si svegliarono ed ebbero la giusta intuizione di nascondersi bene.
-Ora dobbiamo fare degli incantesimi per tirarle fuori; Julia, uniamo i nostri poteri e teletrasportiamole, dobbiamo riuscire a farle uscire tutte in una volta!- sussurrò a tutta velocità Heidi.
-No, non ce la faremo, dobbiamo tirarle fuori in due volte; è meglio se prima facciamo uscire le "magiche", così ci aiutano, perché non abbiamo i poteri sufficienti per farlo a lungo- ammise Julia.
-Uno...-.
-...due...-.
-TRE!!!-.

Si sentì un fortissimo boato e la stanza si illumino di riflessi oro e argento. Un raggio di luce era collegato al cerchio di fuoco, ma le ragazze non potevano uscire perché il cerchio era troppo forte e invece di far scomparire il fuoco, il raggio lo assorbiva, mandandolo verso Heidi e Julia! Le fiamme si alzavano e ben presto comparve persino una bruciatura sul soffitto!
I poteri delle piccole non erano abbastanza forti e quindi il libro stava trionfando!

-Ragazze, ho un'idea!- bisbigliò Julia a Heidi e Sofia.
-Quale?-.
-Dobbiamo smettere di fare gli incantesimi-.

Le ragazze la guardarono stranite ma ubbidirono, perché si fidavano di lei.
-Muahahahah, siete nelle mie... aaaaa????-.

Il libro era sbalordito e quindi Julia approfittò per materializzare una gabbia di acciaio per imprigionarlo.
-NOOOOOOOO!!!!!!!!!-.
-E invece sì mio caro libro, sei in trappola ora!-.

La magia del cerchio si spostò dalle ragazze al libro, circondandolo. Irene teletrasportò libro, gabbia e cerchio in Finlandia e da quel giorno non si videro mai più!

-E anche questa è fatta, ora però è meglio se andiamo a lezione, mi sento carichissima!- disse Chiara.
Così le dieci si avviarono alle dieci a lezione.

-Spero tanto che... aaaaaaaargh!!!!!!-.
Un enorme ragno peloso saltò su Eva, prendendola in ostaggio e portandola in alto, nella soffitta stregata della scuola.

-E ora come facciamo?-.

Arrivederci al prossimo capitolo!

Questo è stato il capitolo più lungo finora e spero il più bello. Le ragazze sono molto ambientate nella scuola come nella storia e ormai affrontano tantissime avventure; non hanno paura di agire in segreto e di contraddire i professori.

Per me è stato bellissimo scrivere questo capitolo, mi sono divertita tanto. Credo che nel prossimo capitolo parlerò soprattutto del salvataggio di Eva e del ballo.

Ciaooooo!

Se avete suggerimenti, consigli o critiche scrivete nella discussione su "Five magics" nel forum.

Julia

leggi il settimo capitolo:
La star del ballo

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