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Fiabe e racconti

Villa Valmarana ai Nani

Racconto scritto da don Nereo

Tempo fa, mi trovai a passare in via dei Nani, alle falde di Monte Berico. C'era un silenzio da brividi, eppure non faceva paura; era come se qualcuno dovesse cantare da un momento all'altro. E c'era un delicato profumo di fiori che non si vedevano. Sulla mia destra c'era un parco-giardino, cintato da un muro e sopra a esso c'erano dei nani di pietra riccamente e buffamente vestiti. Guardandoli senza farmi notare, vidi che roteavano gli occhi, si guardavano attorno, mi scrutavano per bene. Qualcuno rideva silenziosamente, qualche altro aveva una smorfia di delusione. Sembrava che aspettassero qualcuno. Quasi mi spaventai.

All'ingresso maestoso della villa una bimbetta graziosa gentilmente rispose alle mie domande curiose. Così conobbi una triste storia, il mistero che avvolge la Villa Valmarana ai Nani.

C'erano una volta un principe e una principessa, sua sposa, felicissimi perché era nata loro una bellissima bambina. Passò un anno, ma la principessina bella e intelligente, era cresciuta solo un paio di centimetri. La fecero visitare dai più famosi medici, ma la risposta fu sempre la stessa:
«È sana, bella e intelligente. ma resterà una nana!»

I genitori persero l'allegria. Costruirono una grande villa per la figlia, la attorniarono di servi, tutti nani, dalla cuoca al maggiordomo. Nelle scuderie, tanti cavallini pony. Tutto era arredato in proporzione per i nani.

In questo ambiente la principessina viveva felice, ma i genitori non seppero darsi pace e, dopo qualche tempo, si ammalarono e morirono.

Passarono gli anni. La principessa, ormai diciottenne, era sempre più graziosa, gentile, istruita; desiderava conoscere altra gente, oltre i servitori che le volevano molto bene, ma non le permettevano mai di uscire dalla villa: uno stuolo di nani vigilava sulle mura di cinta per allontanare i curiosi.

Per il compleanno della principessina i parenti organizzarono un ricevimento, invitando i nobili più bassotti di statura. Tra essi invitarono anche un principe che, se aveva il pregio di non essere tanto alto, aveva il difetto di essere poco gentile.

La principessa fu felice di incontrare tanta gente, anche se fu stupita di trovarsi fra tanti giganti, venuti su enormi carrozze tirate da mostruosi cavalli. Dopo i primi momenti di disagio, tutto sembrava procedere meravigliosamente. Gli invitati erano entusiasti di conoscere una creatura piccola sì, ma bellissima, gentile, saggia e istruita su ogni argomento.

Ma, a un certo punto, mentre la principessina stava dicendo: «... quando mi sposerò...», scoppiò una risataccia tra i presenti. Era stato il principe maleducato che aggiunse, rivolto ai vicini, ma non tanto sottovoce da non farsi udire anche dalla principessa:
«Avete sentito? Quella nanerottola pretenderebbe anche di sposarsi!»

Tutti ammutolirono; la povera principessina arrossì, trattenne le lacrime, cortesemente si scusò e si ritirò nelle sue stanze.

Aveva capito perché non le avevano mai permesso di vedere altra gente. Si sentì rifiutata e derisa. Dal dispiacere stava per morire e i nani, disperati, invocarono l'angelo che protegge gli infelici.

L'angelo scese sulla villa e addormentò la principessa, le dame, i valletti e tutti i nani. E perché il tempo e la gente non li molestassero, li rese come di pietra, con un incantesimo che si romperà quando un principe nano dal cuore gentile andrà a svegliare la bella principessina...

Per questo i nani sulle mura osservano con ansia ogni passante, specialmente i bambini.

Se tu sei un piccolo principe e hai in cuore buono, vai a svegliarla e farai felici molti, perché, ricorda: attorno ai buoni sboccia sempre la felicità.

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