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Fiabe e racconti

Il carnevale degli animali

Racconto scritto da don Nereo

Cari amichetti, vi racconto perché gli animali non fanno il Carnevale. Una volta facevano anch'essi un po' di festa, anzi un anno decisero di fare il Carnevale in grande, come gli uomini e, radunati nel bosco sotto la presidenza del leone, decretarono che ognuno doveva mascherarsi da persona umana.

La festa iniziò con grandi strida.
Il leone si vestì da re e cominciò a comandare a destra e a sinistra, come fanno appunto i re e certi politici... La giraffa si vestì da ficcanaso; le oche, da comari pettegole.

C'erano: il cane, mercante «di grido», le galline imbellettate come le ragazzine del sabato sera; il gallo più gonfio del solito per imitare il giovanotto spavaldo, padrone del mondo.

Tutti i gatti facevano i «contafrottole» e imbroglioni, perché - dicevano loro - sono tanti che lo fanno. Vari uccelli e quadrupedi facevano il coro del paese. Il maiale ciondolava qua e là: interpretava il «vivo alla giornata». C'erano anche il tasso e il porcospino rincagniti in mezzo alla radura per imitare i vecchi semiselvatici astiosi contro tutto e tutti. La capra e la pecora avevano la voce rauca per imitare gli sparlaccioni. Immaginate voi: fare un discorso inserendovene un altro a base di parolacce e volgarità!

Anche la volpe, l'orso e lo scoiattolo, anche se allenati, erano sfiniti e sordi a forza di correre avanti e indietro sbatacchiando due pignatte ciascuno per imitare la corsa rumorosa dei giovani che più corrono e più fan baccano con i loro bolidi, più si divertono.

E c'erano... tanti altri. Ma dopo mezza giornata, erano tutti «sgonfiati».

La giraffa aveva il torcicollo, il leone era spompato e aveva fatto girare le rotelle a più di uno. Il coro era una baraonda perché le «comari» avevano sparlato con impegno. Al gallo schizzavano via le penne, tanto si era gonfiato; e le galline avevano finito con lo spennarsi tra loro.

L'elefante che interpretava il «so tutto», sedendosi confuso (quasi schiacciando il branco di conigli che facevano la parte dei «ragazzi giocherelloni», annoiati e con gli orecchi bassi), sbottò:
«Basta!... Se questa è la vita insulsa, litigiosa e falsa di tanti uomini, io non voglio più fare il Carnevale con le loro maschere!»
Tutti si arrestarono e furono d'accordo.

Amici, lo credete? Da quel giorno gli animali non festeggiarono più il Carnevale.
Forse non hanno tutti i torti! Vi pare?

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