Il Gomitolo


Il Natale del Gomitolo

Festività in famiglia e non nei centri commerciali

Articolo scritto da don Gianni Antoniazzi, parroco dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo (Mestre, VE). Lo abbiamo letto nel bollettino parrocchiale, ci è piaciuto e abbiamo chiesto a don Gianni il permesso di pubblicarlo nel nostro speciale Natale perché lo condividiamo in pieno.

In queste 4 domeniche di Avvento, come al solito d'altronde, i centri commerciali terranno aperto per le spese. Alcuni pensano che quest'anno ci sarà anche una novità: le grandi attività economiche stanno riflettendo se non sia il caso di tenere aperto anche domenica 24, il giorno di Natale, lunedì 25 e martedì 26, Santo Stefano. In quei giorni, infatti, potrebbe esserci un guadagno elevato per le spese dell'ultimo istante e per i regali dimenticati.

Da parte mia metto le mani avanti e chiedo ai genitori che nelle domeniche di Avvento e nel giorno di Natale si resti con la famiglia e non si vada a fare spese nei centri. Per carità: l'emergenza potrebbe arrivare sempre, ma se dovesse mancare il sale, lo zucchero o la pasta mi auguro che ci sia la possibilità di rivolgersi ad un amico o ad un vicino piuttosto che costringere chi lavora nei centri a saltare le giornate di festa.

Serve poi ricordare che la parola "regalo" viene dal dovere di pagare un tributo al "re", si tratta di una tassa pesante, fonte di amarezza. Preferirei che in occasione delle feste si facesse riferimento alla parola "dono", che esprime l'attività delle nostre mani, l'essenzialità e la verità del gesto direttamente rivolto e pensato per la persona che lo riceve. Il dono è un simbolo che rafforza l'affetto. Il regalo invece è uno strumento che rischia di mettere in obbligo. Meglio dunque anche soltanto una lettera che lascia traccia profonda dei nostri sentimenti e rimandare ad altri momenti i regali, senza per forza far riferimento alle spese nei centri commerciali.

Mi spiace che molti dipendenti siano obbligati a stare lontani dalla famiglia nei giorni di festa: questo obbligo distrugge le relazioni famigliari ed espone ad una fatica straordinaria.

don Gianni Antoniazzi