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Quando il cervello si ferma

Il coma e altri stati degenerativi.
Un argomento delicato che può turbare i giovanissimi se viene proposto sull'onda dell'emotività,
ad esempio per casi di cronaca o discussioni politiche.

Articolo a cura di Gabriele con la consulenza scientifica di Giuseppe.

Ogni tanto in televisione e sui giornali, di solito in occasione di particolari fatti di cronaca, si parla di temi delicati come il coma, lo stato vegetativo o la morte cerebrale.

Spesso chi affronta questi argomenti in un dibattito finisce per usare frasi che turbano chi ascolta, soprattutto i più piccoli. Noi non vogliamo prendere posizione nelle discussioni ma solo chiarire alcune cose per aiutare anche i giovanissimi a comprendere di cosa si parla o almeno a non spaventarsi per ciò che sentono dire.

Il cervello è una macchina meravigliosa ma a volte può essere danneggiato a causa di un incidente, per esempio cadendo dal motorino e sbattendo la testa senza il casco oppure se si rimane a lungo senza ossigeno.

Quando il cervello è troppo danneggiato per continuare a funzionare si parla di morte cerebrale: tutti i pensieri cessano, come anche tutti i controlli involontari su respiro e ritmo cardiaco. Senza le apparecchiature mediche la persona morirebbe subito. In questi casi, dopo varie ore di controllo di cuore e cervello, si scollegano le macchine e, se il paziente aveva dato il consenso, si prelevano alcuni organi per trapiantarli agli ammalati che ne hanno bisogno perché i loro non funzionano più.

Se invece il cervello è danneggiato ma non al punto di smettere completamente di funzionare si ha lo stato di coma: l'attività si riduce al minimo e la persona non è più consapevole. E' come se dormisse in un sonno senza sogni da cui non può essere svegliata.

Il coma è uno stato temporaneo che può durare da pochi giorni a 4 o 8 settimane.
Durante il coma la persona appare dormiente, non risponde se viene chiamata, non apre mai gli occhi e spesso necessita del respiratore.

Dal coma si può uscire e infatti la maggior parte dei pazienti si risveglia in breve tempo grazie alle cure dei medici. Il risveglio però non avviene di colpo come nei film; il paziente passa attraverso varie fasi che lo portano dalla totale assenza di reazioni alla consapevolezza e al contatto con il mondo che lo circonda.

Ci sono però casi in cui alcune parti del cervello sono troppo danneggiate. In queste situazioni non si arriva né al risveglio né alla morte cerebrale. Dal coma i pazienti passano ad uno stato vegetativo nel quale non sono consapevoli (non vedono, non sentono, non pensano) ma il loro organismo funziona senza bisogno di macchine.
Quando la situazione dura più di 30 giorni si parla di stato vegetativo persistente.

Dallo stato vegetativo persistente ci si può riprendere se non dura troppo e in base all'entità del danno al cervello. Nei primi sei mesi gli adulti hanno il 50% di possibilità di riprendersi e i bambini il 60%. Già dopo un anno le possibilità si riducono molto.

A differenza di una persona in coma, un paziente in stato vegetativo persistente può apparire quasi normale per chi lo va a trovare: respira, di notte dorme e di giorno apre gli occhi, a volte tossisce oppure emette vocalizzi, piange, può fare smorfie e sembra quasi che rida.

Purtroppo dietro a queste e altre reazioni del corpo non c'è una coscienza né la consapevolezza di sé. Non è triste, felice o arrabbiato e non sta nemmeno sognando. Il suo organismo per sopravvivere necessita di alimentazione ma la persona non ha fame e non ha sete.

Nei casi più gravi, quando lo stato vegetativo persistente dura da molti anni e vengono confermati tramite appositi esami dei gravi danni cerebrali, la mente non esiste più, c'è solo un corpo che continua a vivere finché viene alimentato con particolari sostanze introdotte direttamente nello stomaco tramite un sondino.

Questi sono argomenti tristi che però è giusto conoscere perché anche le malattie e la morte fanno parte della vita come l'emozione della nascita di un bambino (avete presente "il cerchio della vita"?)

Con questo articolo non vogliamo togliere speranza a chi sta aspettando il risveglio di una persona cara e neppure dare indicazioni mediche. Cerchiamo solo di chiarire alcune questioni di cui si parla spesso.
Qualsiasi consiglio o critica costruttiva è la benvenuta.

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