Il Gomitolo


Spazio lettura

Il metodo di studio del maestro Tix

Un metodo di studio chiaro, semplice e divertente da leggere, per imparare a studiare bene.
Seguito e consigliato a studenti dalle elementari all'università.

Metodo di studio a cura del maestro Tiziano Trivella (Tix),
inizialmente pubblicato sul portale "La Girandola" e ora donato al Gomitolo.

Non spaventarti per la lunghezza di questa pagina!
Il metodo è diviso in cinque punti molto semplici ma presentati con esempi e disegni. L'articolo originale era diviso in cinque pagine, che abbiamo riunito per rendere più comoda la lettura.

1. Studiare

Scimpanzè FORSE... NON IMPARERÒ MAI A STUDIARE

Hai imparato ad andare in bicicletta, a nuotare, a leggere e a scrivere, a giocare a pallone, a disegnare e a dipingere, a suonare uno strumento, a cucinare gli spaghetti al ragù, ad usare il computer e a navigare in Internet...

Macchia CHE COSA ASPETTI AD IMPARARE A STUDIARE? Macchia

Questa pagina sono dedicate ai bambini e ai ragazzi (fra gli 8 e i 13 anni) e contengono suggerimenti, indicazioni e consigli per imparare un metodo di studio.

Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita" (A. Einstein)

Se cerchi sul vocabolario il verbo studiare, puoi trovare diverse spiegazioni.

STUDIARE SIGNIFICA:
  • Applicarsi metodicamente all'apprendimento di qualcosa (studiare il pianoforte, studiare il francese)
  • Ricercare, indagare (studiare una soluzione, studiare un fenomeno)
  • Progettare (studiare un arredamento, studiare un percorso)
  • Osservare attentamente (studiare qualcuno, studiare una pianta)

Dalle spiegazioni trovate possiamo capire che...
STUDIARE è UN PERCORSO a TAPPE, cioè non si può fare in un solo colpo o con un solo passo, ma con molti passi!

Pedala! Pedala! Pedala! Pedala! Pedala!

Io ho identificato almeno 5 tappe di questo percorso:

1. CONOSCERE E COMPRENDERE.
(cioè prima conoscenza e prima comprensione): all'inizio ci vuole sempre una prima conoscenza di ogni argomento, ma subito occorre rendersi conto di aver già capito le cose essenziali, prima di procedere oltre (altrimenti... si rischia di sommare incomprensioni a incomprensioni).
Perciò non bisogna vergognarsi di chiedere spiegazioni a chi ne sa più di noi, per eliminare ogni dubbio che abbiamo.

2. MEMORIZZARE
(cioè sistemare nei magazzini della memoria tutto ciò che abbiamo conosciuto). Il "sapere" è la somma di due azioni: capire + ricordare.
Se oggi io so come funziona il motore a scoppio delle automobili, vuol dire che l'ho capito (quando l'ho studiato o quando me lo hanno spiegato), ma significa anche che lo ricordo: senza la memoria la mia idea di motore a scoppio sarebbe svanita insieme alla mia conoscenza.
Ecco perché è fondamentale la tua memoria: senza di essa tu non potresti ricordare (e, quindi, sapere) nemmeno come fare a vestirti alla mattina, oppure non potresti ricordare dove sia la tua casa o la tua scuola... Perciò è necessario educare la memoria a ricordare il più possibile e tenerla allenata per tutta la vita!

3. COLLEGARE LE CONOSCENZE
(cioè creare legami e mappe tra le conoscenze e non studiare a "cassetti chiusi"): occorre imparare a studiare "con il cervello aperto", cioè a ricercare collegamenti tra le nozioni e tra i concetti, per ampliarli ed arricchirli. Un argomento di storia, ad esempio, non deve essere imparato solo per la lezione di storia, ma devi cercare di "legarlo" a ciò che già sai, a collegarlo con altre letture, ad altri argomenti (di scienze, di geografia,...).
Così tu avrai più cose da dire, da aggiungere, da spiegare e non risponderai alle domande dell'insegnante come a dei quiz a premi, ma, soprattutto, avrai arricchito le tue conoscenze e il tuo cervello!

4. SAPER SPIEGARE
(cioè allenarsi a saper comunicare agli altri in modo comprensibile ciò che sappiamo): ci sono persone molto istruite (dottori, scienziati, professori universitari) che conoscono in modo approfondito la loro materia e che sono bravissimi nella loro professione, ma che non sanno rispondere in modo comprensibile alle domande che vengono loro rivolte; essi usano un linguaggio non adatto a farsi capire e non riescono ad essere chiari e semplici.
Se tu ti allenerai a ripetere e a spiegare gli argomenti che studi, non solo li avrai capiti meglio, ma saprai usare il linguaggio adatto per rispondere alle domande degli altri (...un conto è spiegare al tuo professore come funziona una macchina fotografica, un conto è spiegarlo ad un bambino di cinque anni: in ogni caso, però, possiamo cercare di essere precisi e chiari).

5. SAPER FARE
(cioè saper fare le cose anche in pratica: studiare fotografia vuol dire anche saper fare una foto!): molti argomenti che studi o che studierai hanno legami con aspetti pratici. Studiare il pianoforte, ad esempio, non vuol dire solo sapere come si chiamano e dove sono le note sulla tastiera, ma significa prima di tutto saper suonare almeno una musichetta!
Studiare informatica non è solo conoscere che cosa si può fare con un computer, ma, soprattutto, significa saperlo usare per scrivere testi, per creare immagini, per archiviare i propri files, per consultare un cd rom...

2. Memorizzare

Immagine SAPERE = CAPIRE + RICORDARE
La memoria è il formidabile mezzo del nostro cervello che ci permette di ricordare parole, avvenimenti, volti, persone, numeri, indirizzi, cose, musiche, canzoni, film, storie, emozioni, notizie, idee, concetti, odori, sapori, eccetera, eccetera...

Una persona che perdesse la memoria diventerebbe, tanto per intenderci, come un povero sciocco, incapace di fare molte cose e di vivere normalmente in mezzo agli altri (qualcun altro dovrebbe sempre aiutarlo ed accompagnarlo, perché, senza memoria, non potrebbe nemmeno ricordare il proprio nome e il proprio indirizzo).

Perciò si capisce l'importanza della memoria che è il sostegno della nostra vita ed è alla base di tutto ciò che facciamo e che pensiamo.

I MAGAZZINI DELLA MEMORIA

E' come se noi avessimo, nel nostro cervello, due magazzini della memoria:

  • un magazzino della Memoria a Breve Termine (MBT)
  • un magazzino della Memoria a Lungo Termine (MLT)
Cassetti

Nel primo magazzino (MBT) ci stanno poche informazioni e per poco tempo.

Ad esempio, quando fai un'addizione, ti serve di ricordare un riporto solo per breve tempo: terminata l'operazione, quel riporto non ti serve più e viene tolto dal magazzino, per fare spazio ad informazioni successive (e, del resto, che cosa ne faresti di una memoria piena di riporti per tutta la vita?!?!?).

Cassetti

Nel secondo magazzino (MLT) ci stanno molte informazioni e per molto tempo (anche per tutta la vita).

Ad esempio i fatti importanti della tua esistenza, il viso di tua mamma e di tuo papà, le persone care, le stanze della tua casa, i luoghi delle tue vacanze, le cose che hai fatto molte volte e che sai fare bene, ciò che hai studiato e imparato bene a scuola, i grandi dolori e le grandi gioie: tutto ciò rimane depositato nella Memoria a Lungo Termine.

COME FA IL CERVELLO A MEMORIZZARE?

Il cervello utilizza i due magazzini della memoria di cui abbiamo parlato, ma il secondo magazzino (quello più grande e più pieno di ricordi importanti) è quello fondamentale perché ci fa essere ciò che siamo: persone uniche, con un "bagaglio" di ricordi personali che costituiscono la nostra storia e che ci sostengono e ci guidano durante tutta la vita. Questo "bagaglio" si arricchisce strada facendo, perché ogni giorno è diverso dal precedente e dal successivo e perché abbiamo sempre qualche cosa di nuovo da scoprire, da sapere, da imparare, qualche persona nuova da conoscere, qualche esperienza da fare.

Il bagaglio di ricordi e di esperienza si arricchisce sempre di più vivendo, ma noi stessi possiamo decidere di arricchirlo come vogliamo, proponendoci, ad esempio, di imparare qualcosa di nuovo.

Se tu decidi di studiare l'inglese, devi compiere uno sforzo, per far entrare questa lingua (nuova per te) nel Magazzino della Memoria a Lungo Termine: LO SFORZO CHE DEVI COMPIERE E' QUELLO, appunto, DI STUDIARE L'INGLESE (come si pronuncia, come si scrivono le parole, come si costruiscono le frasi, come si usano i verbi, ecc.). L'avrai imparato quando anche l'inglese sarà entrato definitivamente nel magazzino della tua Memoria a Lungo Termine, come già tutte le altre cose che conosci. Lo stesso discorso vale per imparare a suonare la chitarra, o per imparare a cucinare, ad usare un computer, a guidare l'automobile, a riparare un ferro da stiro, a giocare a pallacanestro, ecc. ecc.

STUDIARE, QUINDI, E' UN ATTO DI VOLONTÀ CHE RICHIEDE UN IMPEGNO E UNO SFORZO PERSONALE (come, del resto, tutte le cose che si vogliono fare nella vita). Lo studio però, come ogni altra cosa, si può fare almeno in due modi: BENE o MALE.

  • BENE significa: nel minor tempo possibile ma col massimo rendimento possibile, utilizzando strategie adatte.
  • MALE significa: senza nessuna strategia, con spreco di tempo e di energie personali.

Sta a noi imparare un metodo di studio e di apprendimento che ci garantisca risultati soddisfacenti in tempi ragionevoli.

Studia meglio... in meno tempo!

3. Fare mappe

Mappa

A COSA SERVE UNA MAPPA?
Come sai, una mappa serve per orientarti in un percorso (mappa del tesoro, mappa di un parco, mappa di una città,...)

Anche per studiare hai bisogno di costruirti una mappa delle conoscenze, delle idee-chiave e di tutti i possibili collegamenti fra i concetti.
Così il tuo percorso di apprendimento sarà facilitato e tu ti farai un "quadro" ricco (se non proprio completo) dell'argomento che stai studiando e, inoltre, avrai a disposizione un'ottima guida per l'esposizione agli altri.

QUANDO COSTRUIRE UNA MAPPA?

Chi disegna le mappe deve conoscere perfettamente la zona da rappresentare: come potresti disegnare la mappa di un parco...se non lo conosci e se non hai provato a percorrerlo e ad attraversarlo?

E' quindi evidente che una mappa concettuale relativa ad un argomento va perlomeno costruita quando hai già raccolto le idee-chiave e i concetti fondamentali.

Nelle 10 regole per studiare meglio, infatti, la preparazione della mappa è indicata al n.5, cioè dopo aver già conosciuto l'argomento e aver ricavato le idee - chiave che sono alla base della mappa.

COME COSTRUIRE UNA MAPPA?

A questo punto conviene fare un esempio concreto, utilizzando un breve testo di studio. Ammettiamo di dover studiare e saper ripetere questo argomento (di carattere piuttosto generico e introduttivo).

LE PIANTE : "Le piante sono esseri viventi vegetali che nascono da semi. Il termine pianta si riferisce in maniera generica a differenti elementi vegetali che, tuttavia, presentano caratteristiche e parti comuni. Essenzialmente una pianta è costituita da 3 parti fondamentali: le radici sotterranee, il fusto (erbaceo o legnoso), la parte superiore verde (foglie).

Le funzioni delle 3 parti si possono riassumere così: le radici assorbono l'acqua e i sali minerali dal terreno, il fusto sostiene la pianta, le foglie (grazie alla clorofilla e in presenza della luce) producono e rielaborano il nutrimento per la pianta. La grandissima varietà di piante esistenti costringe ad una classificazione scientifica più precisa ed ordinata: un cespo di lattuga è una pianta, ma anche un abete è una pianta...

Occorre definire nei dettagli le caratteristiche di ciascun vegetale, per non essere troppo generici e poco informativi".

Analizzando il testo posso evidenziare alcune idee - chiave che staranno alla base della mia mappa e che costituiranno i "nodi" di collegamento tra i concetti espressi.

Potrei rilevare queste tre idee - chiave (anche se ce ne sono altre...):

Chiave
Seme
Chiave
Parti di una pianta
Chiave
Classificazione

Ciascuna idea - chiave racchiude delle informazioni collegate che devo indicare nella mappa (ad esempio, le parti della pianta, che sono tre, vanno indicate nella mappa). Possiamo provare a costruire una mappa iniziale (che potrò ampliare quando avrò raccolto nuovo materiale e avrò aumentato le mie conoscenze: una mappa va considerata sempre "in costruzione", perché posso sempre modificarla e arricchirla nel tempo).

Mappa iniziale, utilizzando le idee - chiave rilevate:
Mappa concettuale

Questo è uno dei modi possibili per creare una mappa iniziale, ne puoi inventare altri tu, l'importante è che tu attribuisca un significato chiaro a ciò che disegni (perché, ad esempio, ci sono frecce ad una direzione e frecce bidirezionali? perché la parola "pianta" è in rosso?). In questo esempio ci sono linee o frecce senza nessun collegamento: esse aspettano che io approfondisca l'argomento per allargare ed estendere successivamente la mia mappa concettuale...(ad esempio per radici, fusto e foglie potrò indicare le loro funzioni sulle frecce "in uscita" dalle tre parole).

Se tu costruisci mappe solo perché servono a te per studiare meglio, allora puoi utilizzare un tuo "sistema" personale; ma se vuoi che altri capiscano più facilmente la tua mappa, bisogna mettersi d'accordo: a scuola, ad esempio, occorre costruire mappe valide per tutta la classe. Bisognerà accordarsi sul significato delle forme (non solo rettangoli...), dei colori, delle frecce. In molte mappe si può scrivere qualcosa sopra la linea delle frecce, per spiegare meglio il collegamento: puoi provare! Comunque, ogni mappa (se rappresenta dei collegamenti logici validi ed esatti) ha sempre un grande valore per chi l'ha costruita, perché rappresenta graficamente il tentativo di dare un ordine alle idee, alle conoscenze, ai concetti (non a caso si parla di "mappe concettuali"). E questo è un buon esercizio per ogni cervello! Se poi le prime volte le tue mappe sono poco chiare o incomplete (come quella dell'esempio), non preoccuparti: puoi sempre farti capire spiegando a parole perché hai fatto certi collegamenti piuttosto che altri, perché hai sviluppato più una parte e meno un'altra...Del resto una mappa concettuale rappresenta il modo di pensare di un cervello (e, per fortuna, i cervelli non sono tutti uguali!)

Scimpanzè "Io odio le mappe! Preferisco le banane..."
Ricorda che il tuo scopo è quello di studiare meglio e che, quindi, LE MAPPE SONO UN MEZZO PER CREARTI UNA "RETE MENTALE" che faciliti il tuo lavoro di COMPRENSIONE DEGLI ARGOMENTI E DI MEMORIZZAZIONE.

4. Dieci regole

Pollo STUDIA MEGLIO... NON FARE IL POLLO!
Le regole che trovi in questa pagina si riferiscono allo studio di un testo (di storia, geografia, scienze, letteratura,...): molta parte dello studio che fai e che farai nei tuoi anni di scuola sarà uno studio "sui libri" o, comunque, su testi scritti.

I libri, infatti, sono una "scorciatoia" per conoscere e imparare molte cose che gli uomini venuti prima di noi hanno scoperto, inventato o pensato. Spesso in un libro di poche pagine trovi idee utili e conoscenze importanti che sono maturate in secoli di storia degli uomini.

SENZA LIBRI NON AVREMMO MAI IL TEMPO E LA POSSIBILITÀ DI CAPIRE DA SOLI TANTISSIME COSE DELLA NOSTRA VITA!

+ Libro Libro - Pollo Pollo

più libri  = meno polli!
10 REGOLE PER IMPARARE
  1. Leggi con attenzione ciò che devi imparare.
  2. Sottolinea le parole nuove o difficili che devi capire (altrimenti...ripeterai solo come un "pappagallo" che parla e non sa cosa dice!), cerca il loro significato sul vocabolario e memorizzalo.
  3. Segna con la matita o con un pennarello le idee - chiave, cioè le parti fondamentali, le informazioni e i concetti più importanti [nota: la spiegazione delle idee - chiave si trova nella sezione "fare mappe"].
  4. Rileggi il testo e ripetilo la prima volta a paragrafi (cioè parte per parte) ad alta voce.
  5. Prepara una mappa con le idee-chiave e con i collegamenti necessari (per avere sott'occhio tutte le nozioni e i concetti da ricordare e da spiegare).
  6. Rileggi nuovamente tutto e ripeti ad alta voce il testo intero (così ti accorgerai se commetti errori o se ti blocchi in qualche punto).
  7. Ripeti ancora provando a registrarti con un registratore a cassette, per poterti riascoltare e correggere.
  8. Arricchisci la tua esposizione con particolari, con osservazioni e con collegamenti utili, aggiungendo anche il tuo parere, quando serve.
  9. Fai ascoltare a qualcuno la tua esposizione (per farti consigliare e per vedere se sei chiaro anche per gli altri).
  10. Ripassa tutto il giorno dopo, rileggendo e ripetendo ancora la parte studiata.

5. Consigli

Topini LAVORO INDIVIDUALE E LAVORO DI GRUPPO
Lo studio è, prima di tutto, un'attività personale: è vero che ci sono parti dello studio che si possono fare in due o tre compagni (come la raccolta di materiale e di informazioni per una ricerca, oppure alcuni esercizi di matematica o di lingua straniera, o anche la ripetizione di un argomento studiato); ma la parte che riguarda la comprensione, la memorizzazione e l'approfondimento di un argomento richiede prima di tutto lo sforzo individuale di ciascuno di noi.

Io posso collaborare con gli altri se ho almeno le basi per confrontarmi con loro, se ho alcune conoscenze dell'argomento di cui si tratta, se ho gli strumenti necessari.

Se voglio fare con un compagno un esercizio di coniugazione del verbo "spingere", devo prima averlo studiato almeno un po': altrimenti copierò soltanto la coniugazione che fa il mio compagno. Se nessuno dei due l'ha studiato nemmeno un po'...allora lavoreremo entrambi sul " vuoto" e sarà impossibile concludere il lavoro! Oppure sarà necessario studiarlo insieme: ma ciascuno dovrà, in ogni caso, memorizzare quel verbo nei propri magazzini della memoria...

La collaborazione vera nasce da alcune basi comuni: altrimenti ci sarà solo qualcuno che imposta e progetta il lavoro e gli altri che eseguono (o, peggio, che copiano il lavoro altrui).

Il lavoro di gruppo è più complesso del lavoro individuale: non solo bisogna sapere che cosa fare, ma anche accordarsi con gli altri per realizzare qualcosa di comune. Per questo bisogna essere preparati a livello individuale.

MODALITÀ DI LAVORO

Non tutte le persone sono uguali, ma alcune regole valgono sicuramente per tutti quando si studia.

Ci vuole concentrazione, perciò tranquillità: quindi TV spenta, massimo silenzio nella stanza, mente sveglia e riposata (non studiare subito dopo i pasti o quando sei stanco: o ti addormenti o ti innervosisci e...non combini nulla di buono!). Inoltre non aspettare mai l'ultimo giorno a disposizione, ma distribuisci bene e intelligentemente i tuoi compiti e i tuoi impegni.

Note musicali Note musicali Note musicali Note musicali Note musicali Note musicali

Alcune persone studiano meglio se hanno un sottofondo di bella musica: ma deve essere piuttosto "delicata", a basso volume e non da...discoteca! (ritmi troppo veloci e marcati e troppa batteria non sono molto adatti...). Inoltre ho sperimentato che le canzoni possono distrarti, perché hanno delle parole, mentre la sola musica strumentale ti può fare da buon accompagnamento, ma non disturba la tua concentrazione.

Ti consiglio di provare con Mozart, Vivaldi e Bach (che non tradiscono mai!). Io ho sperimentato questo sistema con i miei alunni anche durante le verifiche in classe e i risultati sono stati soddisfacenti!

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