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Il terremoto: quando la terra trema

Il terremoto spiegato a bambini e ragazzi, perché ciò che si conosce si teme meno.

Articolo a cura di Gabriele con il prezioso aiuto di Veronica

Terremoto

C'è stato il terremoto!
L'hai sentito alla TV oppure lo hai vissuto.
Che fosse forte o leggero ti ha fatto paura, vero?
E' normale e non c'è niente di cui vergognarsi.
Durante il terremoto siamo privi di controllo: il nostro mondo trema, tremiamo noi, gli oggetti cadono e se è davvero forte possono crollare i muri! E' normale avere paura, è normale sentirsi impotenti, è normale piangere e anzi fa male tenersi la paura dentro!

Questo articolo serve a tranquillizzarti. Non possiamo dirti che non succederà più da nessuna parte, ma possiamo spiegarti cos'è successo, perché è successo e cosa puoi fare se capita nella tua città.

Perché la terra trema?

La terra, quella su cui cammini, giochi, corri e su cui costruiscono le case e le strade, sembra solida e immobile vero? Eppure non è così: a migliaia di metri sotto di noi la terra si muove, è "viva"! Milioni di anni fa i continenti che conosciamo oggi erano un unico enorme ammasso di terra, che poi si è diviso e in tempi lunghissimi ha dato vita a tutti gli altri come sono ora sul mappamondo.

Se hai visto il film "L'era glaciale" sai anche com'è successo: è stato Scrat con le sue ghiande!

Scherzi a parte, la spiegazione è un po' più complicata e riguarda la "tettonica delle placche" ovvero il comportamento della crosta terrestre dalla sua formazione in poi.

Crosta... che???

La crosta terrestre è semplicemente la parte più esterna della superficie terrestre, quella su cui cammini, nonché il fondo del mare. "Sotto" c'è molto altro, ma la parte più esterna è appunto la crosta. E' grossa: da 4000 metri per quella sul fondo del mare (non in spiaggia, parliamo del fondo marino a migliaia di metri di profondità), a 70000 metri sulla terraferma. Dentro la crosta terrestre avvengono i movimenti che provocano molte cose, fra cui i terremoti.

Movimenti nella terra?

Hai letto bene, movimenti. Perché la terra non è un blocco unico. Secondo la tettonica delle placche vi sono enormi parti che si muovono, alcune in direzioni opposte, altre andando le une contro le altre. Sono movimenti lentissimi e impercettibili ma che alla fine producono fenomeni violentissimi.
Perché? Immagina di tirare una corda. Tira oggi, tira domani, lentamente la corda inizia a rompersi... e poi di colpo ti ritrovi per terra!
Quando lo scontro o l'allontanamento di enormi parti di roccia porta al punto di rottura, ecco che avvengono movimenti di estrema violenza che causano la vibrazione delle parti superiori della crosta terrestre, con la conseguenza del terremoto.

Si possono prevedere ed evitare i terremoti?

Purtroppo per il momento non si può sapere quando ci sarà un terremoto e dove.

Grazie allo studio della tettonica della terra e alle stazioni di rilevamento sismico ormai in tutto il mondo è stato possibile capire quali sono le zone in cui è più frequente che questi fenomeni avvengano e le ragioni, ma ancora non è possibile sapere quando e dove ci sarà un terremoto.
Anche sapendolo, poi, non avremmo le capacità scientifiche e tecnologiche per evitarlo.

Quello che si può e si deve fare è costruire le case in modo che resistano alle scosse. Ci sono zone del mondo dove i terremoti forti sono continui. In quei posti hanno imparato tecniche per rendere gli edifici a prova di scosse fino anche a magnitudo 6.

La magnitudo e la scala Richter

La magnitudo indica l'energia sprigionata da un terremoto nel punto in cui si è generata la frattura della roccia. La forza di un terremoto è misurata in vari gradi di magnitudo in una cosa chiamata "Scala Richter", dal cognome di chi l'ha inventata.

Ogni valore della scala Richter è logaritmico. In parole povere vuol dire che questa scala non è come quella del volume dello stereo in cui 4 è un po' più forte di 2. Nel caso di un terremoto, una scossa di magnitudo 4 scatena 1000 volte più energia di una di magnitudo 2!

Ovviamente l'energia scatenata porta a fenomeni più o meno distruttivi a seconda della profondità dell' ipocentro e del tipo di terreno che si trova nell' epicentro.

Ecco due termini che sentirai spesso: ipocentro ed epicentro.
L'ipocentro è il punto sotterraneo, a migliaia di metri di profondità, in cui è avvenuta la distruzione di roccia.
L'epicentro è il punto della superficie esterna (la terra che calpesti) sulla verticale dell'ipocentro, cioè esattamente sopra in linea retta.

Un altro fattore che determina la quantità di danni è il tipo di terremoto. Si distingono ad esempio il terremoto compressivo, in cui due parti di roccia (ampie decine se non centinaia di chilometri) si scontrano e il suolo si solleva e il terremto distensivo in cui due parti di roccia si allontanano e fanno abbassare il terreno.

Secondo te quale fa più danni? Verrebbe da dire il primo, e invece è il secondo, perché abbassandosi gli edifici perdono peso, mentre quando quando la terra si solleva la forza di gravità li rende più pesanti e riduce i danni.

La "scala Mercalli"

In TV e nei siti proposti in questa pagina sentirai parlare anche della "scala Mercalli". E' un'altra scala di misurazione dei terremoti basata non sull'energia prodotta ma sugli effetti che la scossa ha sulla popolazione. Il valore non è quindi assoluto ma relativo alla zona in cui si è verificato il terremoto. In un'area disabitata si parlerà di un grado basso, mentre in un'area con molte case il valore potrà essere più alto. Il parallelo con la scala Richter che alcuni fanno, quindi non ha senso.

Cosa succede dopo un terremoto?

Quando la scossa di terremoto finisce possono esserci diversi tipi di danni a seconda dell'intensità, per questo serve molta attenzione e la protezione civile o i pompieri effettuano controlli rigorosi. Oltre a danneggiare gli edifici, che è l'effetto più visibile una scossa può rompere tubi dell'acqua o del gas, può incrinare le strutture portanti di cavalcavia e sopraelevate. Inoltre può rendere instabili cornicioni e altre cose che si trovano ai piani alti delle case. Quindi anche dopo la fine della scossa serve molta prudenza.
Non muoverti senza adulti vicini e seguire i consigli della protezione civile.

Perché un terremoto si sente a molti chilometri di distanza dall'epicentro?

Senza complicate spiegazioni: hai mai tirato un sasso nell'acqua? Se lo hai fatto avrai visto si sono formate piccole onde concentriche che si sono espanse verso l'esterno a partire dal punto di impatto del sasso con l'acqua.
Ovviamente più si allontanavano più perdevano forza, fino a sparire. Con i terremoti succede lo stesso ed è per questo che anche nelle zone meno a rischio si possono avvertire gli effetti di un terremoto, almeno quando si sentono.

Ci sono terremoti i cui effetti non si sentono?

Ci sono tantissimi terremoti di cui non ci accorgiamo, anzi sono continui!
La frizione, lo scontro o lo strappo di parti di roccia sono eventi normali, si può anzi dire che "la Terra funziona così"! Solo che la maggior parte di questi eventi non ha effetti percepibili perché avviene in zone disabitate, perché a chilometri di profondità o più spesso perché l'energia sprigionata non è tale da far tremare la terra in modo percettibile.
Quanti terremoti di questo tipo ci sono? Anche mille al giorno! Adesso che lo sai, non ti spaventerai vedendo i rilevatori sismici in questa pagina.

Una spiegazione più semplice

Se tutte queste parole ti hanno confuso, questa immagine tratta da Wikipedia speriamo possa chiarirti le cose in modo semplice:

Schema terremoto da Wikimedia
Immagine pubblicata su Wikipedia e diffusa con Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0
Se la trovi utile puoi stamparla e diffonderla anche tu!

C'è il terremoto... cosa faccio?

Intanto calma, perché agitarsi è la cosa più pericolosa! Segui i consigli della protezione civile e andrà tutto bene.

Durante un terremoto

  • Se sei in un luogo chiuso, mettiti sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante.
  • Stai attento alle cose che cadendo potrebbero colpirti come intonaco, controsoffitti, vetri, mobili, oggetti ecc.
  • Fai attenzione alle scale: spesso sono poco resistenti e possono danneggiarsi.
  • Meglio evitare l'ascensore, si può bloccare.
  • Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.
  • Se sei all'aperto, allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono.

Dopo un terremoto

  • Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e se necessario avvisa gli adulti che qualcuno ha bisogno di soccorso.
  • Esci con prudenza, indossando le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti.
  • Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato.
  • Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di protezione civile del tuo Comune.
  • Limita l'uso del telefono e di Internet: le linee sono sovvracariche e va data priorità a chi cerca di mettersi in contatto con i soccorsi.
  • Ricorda agli adulti di limitare l'uso dell'auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.

I consigli della protezione civile, che abbiamo adattato per i più piccoli, provengono dal loro sito ufficiale dove sono pubblicati con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported

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