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I tamponi

Quante volte abbiamo sentito la parola "tamponi" negli ultimi mesi! E chissà se ti è già successo di doverlo fare! Ma sai perché lo hai fatto e a cosa serve un tampone?

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Articolo ancora in fase di lavorazione - rev. 3 26/04/2021

A cosa servono i tamponi

Per capire a cosa servono i tamponi bisogna fare un piccolo ripasso di come funzionano i virus.

Tutti i virus sono dei patogeni, sono cioè delle "cose" che causano malattie, e quando entrano nel corpo devono cercare subito una cellula. Quando l'hanno trovata, si attaccano alla sua superficie e, proprio come se avessero una cannuccia, bucano la superficie della cellul e ci mettono dentro un pezzetto del loro DNA che è un DNA un po' speciale, si chiama RNA e ha un solo filamento.
Questo pezzetto di RNA viene usato dalla cellula pensando sia suo, e invece inizia, proprio come fanno le industrie, a produrre tantissime copie del virus.
Talmente tante che ad un certo punto la cellula scoppia e tutte quelle copie di virus iniziano a girare per il corpo andando a cercare altre cellule per continuare il ciclo.

Immagini cartoonesca di vari Coronavirus e droplet colorati

I Coronavirus sono dei virus e si comportano come tutti gli altri virus, devono cioè cercare una cellula per iniziare a riprodurre copie di sè stessi.
Le cellule che preferisce il Coronavirus "protagonista" della pandemia scoppiata nel 2019, il SARS-CoV-2, sono quelle delle vie respiratorie, quindi naso, gola e polmoni ed è per questo che i tamponi vanno fatti con un bastoncino inserito nella gola e poi naso, perché servono per raccogliere un po' di cellule e un po' di umidità, per poi scoprire se è presente il virus.

Questi tamponi quindi servono per capire se sei stato contagiato, cioè se nel tuo corpo ci sono già tante copie di virus in circolazione.
Per questo si dice che il tampone è "positivo", perché è come se si desse la risposta alla domanda "ho fatto il tampone per sapere se c'è il virus, c'è?"
Purtroppo non sappiamo ancora come scoprire se ti ammalerai, cioè se avrai anche i sintomi della malattia provocata dal SARS-CoV-2, detta Covid19 (Coronavirus Disease 19).
Il tampone serve soltanto per sapere che il virus è nel tuo corpo. Quindi, se sei positivo devi rimanere lontano dagli altri, anche se ti senti benissimo, perché il virus utilizzerĂ  le goccioline che escono dal tuo naso e dalla tua bocca quando parli, ma anche quando respiri, per passare a qualche altra persona.
Ed è per questo motivo che bisogna sempre usare le mascherine correttamente: coprendo naso e bocca.

I tipi di tampone

Ci sono vari tipi di tampone e ognuno usa ciascuno un sistema un po' diverso per scoprire se la persona esaminata è stata contagiata.

Il tampone molecolare

Il tampone molecolare viene fatto con un bastoncino naso-orofaringeo, (quello naso-gola che si vede sempre anche in tv). Una volta fatto viene mandato in un laboratorio speciale perché deve essere analizzato usando delle macchine particolari che vanno a cercare se in quel campione c'è l'RNA del virus, quello che il virus immette nelle cellule.

Questo sistema, proprio perché cerca il codice genetico del virus, fornisce una risposta certa e dice se c'è o se non c'è il virus nel tampone, quindi se la persona cha ha fatto il tampone ha contratto il virus.
Il risutato non è immediato perché, sebbene la macchina impieghi solo qualche ora per fare le analisi, l'esito deve essere verificato anche da una persona. Questo fa sì che i tempi di risposta si allunghino, fino anche ad un paio di giorni, perché il numero dei referti (si chiamano così le risposte degli esami) da controllare è molto alto.

Il tampone antigenico

Anche il tampone antigenico è un tampone naso-orofaringeo, ma è un tampone "rapido" e non solo viene fatto senza bisogno di mandare nulla ad un laboratorio, ma fornisce un risultato in tempi più brevi del precedente, di solito attorno ai 15 minuti.

In questo caso, dopo aver fatto passare il bastoncino come prima in gola e nel naso, questo viene immerso in una provetta che contiene una soluzione particolare. La spugnetta del bastoncino, quindi rilascia quello che ha raccolto passando sulla gola e nel naso e la soluzione è pronta per essere messa nel sistema che darà il risultato. Vengono fatte cadere alcune gocce su uno speciale supporto contenete speciali reagenti e in breve tempo una reazione dirà se il test è positivo o negativo. In questo caso il sistema non va alla ricerca dell'intero RNA (che, ti ricordo, si trova all'interno del virus), ma cerca un pezzetto specifico della struttura esterna del virus, che si chiama antigene. Per questo viene chiamato "test antigenico".

Questo tipo di test ha però un difetto che può diventare un grande problema, e per questo bisogna stare molto attenti a rispettare le indicazioni che vengono date, prima di farlo.
Questo tipo di test può dare un risultato sbagliato. Può infatti dare come risultato "negativo" quando in realtà la persona è positiva.

Questo è possibile perché dal momento in cui il virus entra nel corpo e inizia a replicarsi, al momento in cui ci sono così tante copie del virus nella saliva e nel fiato da poter essere rilevate dal sistema, può passare qualche giorno.

Quindi se è passato troppo poco dal momento del contagio, quella persona penserà di essere negativa, ma se facesse un secondo tampone dopo 2 o 3 giorni potrebbe risultare positiva. Questi casi si chiamano "falsi negativi" e possono essere un grande problema perché si fanno scappare delle persone che invece dovrebbero rimanere isolate.
Per questo motivo, prima di fare questo tipo di test bisogna evitare nel modo più assoluto di mettersi in situazioni di rischio, bisognerebbe in pratica fare almeno 72 ore di isolamento.

Il test sierologico

L'ultimo test disponibile è chiamato sierologico e può essere rapido o tradizionale. Questo tipo di test si distingue molto dagli altri perché non da come informazione finale (risultato) la presenza o meno del virus nella perona, ma ci dice se quella persona è entrata in contatto con il virus di recente o un po' meno di recente. Insomma non ci dice se il virus c'è ancora nel corpo! E questa è una differenza fondamentale.

Dopo essere entrati in contatto col virus, che ti sia ammalato o meno, quindi anche se sei rimasto asintomatico, il tuo corpo inizia una lotta contro il virus e inizia a produrre anticorpi particolari e specifici. Questi anticorpi aiutano ovviamente a guarire e proprio perché sono stati molto utili, rimangono in circolazione per qualche mese. Questo test, quindi analizzando il sangue va proprio a vedere se ci sono anticorpi in circolo.

Il test ci dice solo se ci sono questi anticorpi, cioè se la persona è entrata in contatto con il virus (e potrebbe non essersene nemmeno accorta, perché rimasta asintomatica), ma è sicuramente utile per capire quanto il Coronavirus si è diffuso nella popolazione.

Questa informazione, infatti è una delle tre condizioni che vengono richieste per rilasciare il "green pass" ovvero un documento che permetterà di viaggiare, andare a teatro e al cinema a chi ha delle caratteristiche: è guarito, si è vaccinato, ha fatto un test recentemente.

Il sistema di analisi è molto simile a quello visto prima per il tampone antigenico, solo che in questo caso invece della soluzione di saliva, nel pozzetto per l'analisi viene messa qualche goccia di sangue, e poi altri reagenti particolari, se è di tipo "rapido". Il sangue viene prelevato esattamente come fanno le persone diabetiche per controllare la glicemia, ovvero con una punturina (quasi) indolore sul polpastrello e poi raccolto con una piccola pipetta e messo nel pozzetto.

Testimonianze di chi ha fatto un tampone per la Covid19

Partiamo col dire che il dolore o il fastidio è soggettivo.
Dico il dolore perché a qualcuno può far male mentre a qualcuno può semplicemente dar fastidio, comunque dipende dal proprio livello di sopportazione.
Sinceramente è MOLTO sopportabile, anche se saranno cinque secondi contati per narice, ma comunque una volta fatto la prima volta non ti darà più fastidio o dolore come prima.
Può succedere di dover fare il tampone più volte, magari perché si è stati a contatto con un positivo, ma niente paura: con il tempo non sentirete più niente, casomai solo fastidio.

Ilaria, 10 anni

Il mio primo e unico tampone, finora, l'ho fatto perché un mio compagno di classe era risultato positivo. Era il giorno prima del mio compleanno, e sono dovuta andare nella palestra della scuola ad eseguire il tampone.
Avevo molta ansia ma per fortuna non mi ha fatto tanto male, ma solo un leggero fastidio. Mentre lo stavo facendo l'infermiere mi ha distratta facendomi delle domande e quindi non mi sono accorta di niente anche se quando mi ha detto che doveva fare anche l'altra narice mi è ritornata un po' di ansia.
Mentre aspettavo il risultato ero molto agitata ma quando ho visto che ero risultata negativa sono ritornata felice. Se adesso dovessi farmi un altro tampone lo farei molto più serenamente perché so che non fa male.

Eleonora, 14 anni

Fare il tampone è una strana esperienza, il primo è sempre molto strano: all'inizio ti mettono una specie di cotton fioc sottilissimo sulla lingua, dopodiché ti attraversa il naso. Ti dicono di non muovere la faccia (come per esempio fare smorfie o altro). Nonostante possa sembrare fastidioso basta non pensarci e in un attimo è tutto finito.

Gabriele, 16 anni

Hai fatto un tampone anche tu e vuoi aggiungere la tua esperienza? Raccontaci come è andata e pubblicheremo la tua esperienza!
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