Il Gomitolo


Fiabe e racconti

Insieme, per sempre

Racconto scritto in chat da Simone una sera nella chat del Gomitolo!

Avviso dell'autrice:
"se fate raccontare a me c' il rischio che stanotte non dormiate!"


Era un pomeriggio di un autunno appena iniziato e due sorelle gemelle, Matilde e Michela, stavano giocando in un boschetto vicino casa.

Matilde e Michela giocarono nel boschetto per molto tempo, finché il sole cominciò a tramontare. Si faceva sempre più scuro e le gemelle non sapevano che strada prendere per tornare a casa: tutti i sentieri ora sembravano uguali!

Ad un certo punto Michela vide una flebile luce. Era una lucina celeste che sembrava una specie di fuoco fatuo...
Senza dire niente cominciò a seguire quella luce come ipnotizzata. Quando Matilde se ne accorse, iniziò a seguirla e chiamarla ma Michela non le rispondeva più.

Intanto attorno a loro tutto diventava sempre più scuro e più si addentravano nel bosco più lucine comparivano...

Ad un certo punto un tuono improvviso illuminò a giorno il bosco. Matilde di fronsi spaventò tantissimo. Si girò a destra e a sinistra ma... non vide più Michela.

Era molto preoccupata e non sapeva dove andare, finché, nel silenzio del bosco, ove fino a un attimo prima l'unico rumore era quello delle foglie mosse dal vento, sentì dei cori di bambini provenire da una ben precisa direzione.

Segui quella cantilena che sembrava una filastrocca, anche se non riusciva a distinguerne le parole.
Le voci la condussero fuori dal bosco, ma non dal lato da cui era entrata, non nella stradina familiare che l'avrebbe portata a casa.

Fuori dal bosco c'era uno sentiero con delle scale che scendevano. le scale potavano ad un gruppetto di case tutte marce e distrutte, fatte di legno e sassi.
Tra le case c'era una strada di terra battuta. Guardò bene e vide che Michela era li e camminava tenuta per mano da alcuni bambini. Erano loro a cantare quella strana filastrocca.

Provò a chiamare la sorella ma Michela non rispondeva e continuava a camminare come se non la sentisse, nonostante Matilde stesse chiamandola con tutta la voce che aveva in gola!
Ad un certo punto si accorse, quasi con orrore, che i bambini non avevano i piedi: sembrava che fluttuassero...

Chiamò con la forza della risperazione: "EHI LAGGIÙ"!!!
Ed ecco che uno dei bambini si voltò.
Matilde si spaventò moltissimo vedendo che il bambino non aveva la faccia: il suo volto era piatto e bianchissimo. La piccola dallo spavento svenne...

La mattina Matilde si svegliò. Era giorno, c'era il sole.
Era fuori dal bosco ma di fronte a lei non c'erano le scale ma un lago.

Chiamò Michela ma la sorella non c'era più...
Tornò a casa di corsa piangendo.

Solo in seguito scopri che quel luogo era stato sommerso dalle acque molti anni prima e parecchia gente, fra cui tanti bambini, erano morti.
La leggenda diceva che ogni 20 anni i bambini di quel paesino perduto chiamassero un bambino o una bambina a giocare con loro...

Matilde poi crebbe e diventò giornalista.
Smise di credere alle storie di bambini fantasma e si convinse che la sorella fosse annegata.

Un giorno, tornata a casa dei genitori per una breve vacanza, decise di passare la notte nella sua vecchia stanza.
Improvvisamente sentì la voce di Michela che la chiamava.
Si alzò dal letto e corse nel bosco.

Arrivò dove c'era il lago... ma trovò di nuovo le scale.
In cima alle scale c'era Michela, ancora bambina come quando era scomparsa.
Michela guardò Matilde e le disse con voce cristallina "mi sei mancata", sorridendo triste.
Le due sorelle si presero per mano e scesero le scale.
Di loro non si seppe più niente.

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