Il Gomitolo


Fiabe e racconti

Il bambino mafioso

Racconto scritto da Chiara e riveduto da Martina e Veronica

Luca era un bambino di nove anni, ma non era come gli altri suoi coetanei: la sua era una famiglia mafiosa. Infatti, il suo papà lo incitava spesso a usare la forza nei momenti di difficoltà, senza alcuno scrupolo. Però Luca non era così e non sapeva di provenire da una famiglia mafiosa. Non capiva perchè il suo papà era spesso fuori casa o era piuttosto teso, non conobbe la sua mamma perchè era stata uccisa da altri mafiosi per vendetta e non comprendeva perchè il papà portava a casa ingenti somme di denaro di cui non si sapeva la loro provenienza.

Denaro

Luca non realizzò mai che la sua famiglia era legata alla mafia: era come se avesse una benda sugli occhi che gli nascondeva la verità. Forse, usare la forza, era uno dei piccoli passi per arrivare a quel mondo sconosciuto ma crudele chiamato mafia? Però, passiamo a un fatto che gli cambiò la vita. Un giorno, prima di andare a scuola, era molto teso. Gli si leggeva in faccia che aveva qualcosa che non andava. Così chiese al suo migliore amico Agostino quale fosse "il segreto della felicità".

Tristezza

Agostino gli rispose che era quello di avere una famiglia capace di dare protezione e degli amici veri. All'improvviso Luca capì che gli mancava una famiglia vera che lo sostenesse e lo proteggesse e che gli volesse veramente bene. Così, quando tornò a casa, pensò: ma cosa fa mio padre di così tanto importante? Decise di rimanere alzato fino a tardi per scoprirlo e mentre suo padre parlava al telefono sentì queste parole: "Dobbiamo farlo, dobbiamo ucciderlo e poi nascondere le prove!".

Luca era allibito, deluso da suo padre e scioccato perchè quando non faceva queste cose era la persona più buona del mondo. Luca chiamò il suo papà e gli domandò se lui fosse un criminale e il motivo della sua scelta. Il papà scoppiò a piangere, anche se sapeva che prima o poi avrebbe dovuto dirlo a suo figlio. A quel punto gli disse che era un criminale e che non voleva che lui in futuro si trovasse nella sua stessa situazione. Così, la sera stessa, decise di costituirsi ai carabinieri, con la paura che Luca potesse diventare una vittima della mafia.

I carabinieri dissero che si sarebbe tutto sistemato a patto che il padre avesse consegnato tutto il ricavato o le prove di un omicidio compiuto da lui, altrimenti sarebbe finito in carcere. Il padre accettò e diede le prove dell'omicidio di un panettiere, di cui si era discusso tantissimo. In seguitò svelò anche il nome del clan di cui faceva parte. Oggi questa situazione brutta non c'è più e se non fosse stato per Luca e per la decisione di Agostino saremmo in guai seri.

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