Il Gomitolo


Spazio lettura

Iniziare l'università

Consigli per i fratelli maggiori ma anche per chi,
ancora alle medie oppure alle superiori, vuole sapere cosa c'è dopo!

Articolo a cura di Veronica (fogny), studentessa di farmacologia

Università

Il prezzo di diventare grandi

Chissà quante volte avrete detto a voi stessi "non vedo l'ora di crescere!", "voglio diventare grande così posso prendere le decisioni da solo", "quanto vorrei essere maggiorenne: avrei la patente, i miei genitori non mi romperebbero più e finalmente potrei fare quello che voglio!".

Tutti quanti, anche i vostri genitori, hanno attraversato la fase nella quale si desidera diventare subito grandi; ma "grande" è sinonimo di "responsabile" e vi accorgerete che non è sempre facile esserlo.

Una persona responsabile prende da sola le proprie decisioni, certo, ma se fa scelte sbagliate non può chiedere ai propri genitori di rimediare, ma deve affrontare le conseguenze e cercare da sola il modo di cavarsela. Insomma, diventare grandi significa cominciare a camminare da soli; e la prima tappa con la quale davvero si comincia a sentire il peso di crescere è il sopraggiungere della fine della scuola superiore.

Non c'è solo la preoccupazione e l'ansia degli esami di Maturità, ma anche il cominciare a chiedersi "cosa voglio fare del mio futuro?", "qual è la strada giusta per me?", "come voglio realizzarmi?", "cosa voglio fare adesso che sono grande per crearmi un'indipendenza economica e non solo personale?".

Ecco, quando queste domande diventano inevitabili vi assicuro che il peso dell'entrare nel mondo degli adulti si fa sentire.
L'importante però è non lasciarsi sopraffare dal panico e dalle proprie paure ed insicurezze. In fondo avete già affrontato tante tappe importanti: pensate a quando da piccoli avete imparato a camminare, al primo giorno all'asilo lontani da casa, poi alle elementari, alle medie...

Se siete riusciti a fare tutto questo, riuscirete a fare anche il resto. D'altronde, non dimenticatevi che avete superato il quinquennio delle superiori che, nel bene e nel male, sicuramente sono stati anni di crescita a 360°. Inoltre tenete sempre a mente che essere più grandi non significa essere soli e non poter più chiedere consiglio alle persone di cui vi fidate.

E' vero, il vostro futuro vi riserva molti cambiamenti, ma i cambiamenti non sono sempre sinonimo di cose negative!
Lasciatevi trasportare dal sapore della novità e dalla curiosità di cominciare qualcosa di nuovo. Vedrete che non ci sarà niente di diverso da tutte le altre esperienze.

Dopo questo preambolo - che spero vi abbia dato una scossa per non abbattervi di fronte alle novità che vi aspettano - parliamo di quello che per molti di voi sarà la prossima tappa: l'inizio dell'università.

Il primo giorno all'università

Avete già scelto il vostro indirizzo di studi, avete già compilato la domanda di immatricolazione (si chiama così l'iscrizione) o, nel caso di una facoltà ad accesso programmato, avete già superato il test di ammissione. Dunque adesso vi attende l'inizio delle lezioni e quindi vivere il primo giorno all'università.

Innanzitutto alla vigilia del grande giorno vi consiglio di andare a letto presto anche se non avete molto sonno; l'ansia e l'adrenalina vi consumeranno molte energie, quindi è meglio riposare di più.

Preparate per tempo tutto ciò che vi servirà: vi consiglio di portare un buon diario, più che i soliti diari scolastici qualcosa simile ad un'agenda. Io, per esempio, ormai ho l'abitudine di prendere dei diari che sono organizzati ad agenda: hanno all'inizio tutti i mesi a calendario, alcune pagine con molto spazio per scrivere l'orario scolastico e alla fine una buona rubrica.

Perché servono queste cose? Perché dovrete scrivervi le date degli esami e poterle focalizzare per capire come organizzarvi; inoltre gli orari delle lezioni saranno più ampi di quelli a cui siete abituati e avrete bisogno di una rubrica per conservare i numeri, le email e gli orari di ricevimento dei vostri professori (vi spiegherò più in là come funzionano). Forse siete abituati ad avere la rubrica sul cellulare, ma i telefonini si possono rompere o smarrire, quindi è meglio scrivere queste informazioni nel diario.

Portate con voi una bottiglietta d'acqua, qualcosa per fare la pausa merenda, un quaderno, dei fogli con raccoglitore, un computer portatile per scrivere appunti e ovviamente l'astuccio. Anche qui, forse siete abituati a prendere appunti con il cellulare o il tablet, ma i sistemi touch screen non sono il massimo per scrivere tanto e in fretta, lo sapete anche voi. Meglio un portatile, magari piccolo se ci vedete bene, e con tanta autonomia.

Un altro consiglio che voglio darvi riguarda l'abbigliamento. Non cercate di attirare l'attenzione con chissà quali completi o abbinamenti; d'altronde ricordatevi che oltre a farvi degli amici, dovrete anche passare molto tempo con i professori e la prima impressione è quella che conta! Certo, siete più liberi nel vestirvi ma ricordate che vi trovate pur sempre in un ambito scolastico!

Detto questo, è il momento di vedere le differenze fra la scuola superiore e l'università.

Amici, compagni di classe o colleghi?

Penso che molti futuri universitari si chiedano "come mi dovrò comportare?": l'ho fatto anch'io!

La risposta è molto semplice: siate voi stessi! Ormai state andando all'università, vi confronterete con persone che come voi hanno vissuto esperienze positive e negative, che hanno avuto modo di crescere e imparare tante cose. Non sono tutti vostri coetanei, alcuni arrivano da esperienze lavorative, altri hanno scelto di cambiare facoltà, altri cercano una nuova laurea....

L'università non è come le medie o le superiori dove eravate in una classe con un numero ristretto di compagni con cui, volenti o nolenti, dovevate avere a che fare: qui potete scegliere di chi essere amici e di chi no e con quali persone confrontarvi ed affrontare questa importante fase della vostra vita.

Sappiate scegliere bene e soprattutto non sprecate le vostre occasioni! Cercate di non limitarvi ai primi; l'università è un ambiente grande dove avrete la possibilità di conoscere nuove persone ogni giorno, in ogni momento e in ogni spazio. Dovete solo cogliere le occasioni e non evitarle!

Qualcosa però va detto riguardo ai rapporti universitari. Molti definiscono i propri compagni d'avventura come "colleghi" e non compagni di classe. Questo non deve spaventarvi: che siate colleghi o compagni quello che importa è riuscire a costruire un rapporto tale da farvi diventare amici. Questo deve essere il vostro obiettivo con le persone con cui sentirete di avere una certa sintonia.
Ovviamente saranno un numero limitato rispetto alla totalità degli studenti ma gli altri non saranno nemici o sconosciuti bensì, appunto, "colleghi" a cui chiedere aiuto o informazioni in ogni momento.

Il bello dell'università è proprio questo: non si crea competizione, invidia o voglia di fare dispetti gli uni agli altri. Se perdete gli appunti, mancate a qualche lezione o vi serve un qualunque chiarimento, nessuno ve lo negherà.

La filosofia dei rapporti universitari è un po' questa: nessuno nega aiuto a nessuno, così tutti aiutano tutti.

Le lezioni universitarie: aule ed orari

Le differenze sul piano didattico rispetto alle superiori sono molte. Non scoraggiatevi se farete fatica nei primi mesi, è del tutto normale! Dovete solo abituarvi al ritmo e ai nuovi approcci scolastici. E' una cosa che avete già fatto quando dalle medie siete passati alle superiori.

Il primo cambiamento che sicuramente vi farà sentire disorientati è dove si tengono le lezioni. Le aule non sono piccole come alle superiori e questo per vari motivi.
Innanzitutto c'è bisogno di accogliere un maggior numero di persone perché ci sono più iscritti per ogni corso di studio: si parla in media di oltre 40 studenti per aula.
Inoltre, di solito, ogni aula è provvista di un proprio computer o comunque della possibilità per l'insegnante di collegare il portatile ad un proiettore. Perciò è indispensabile disporre di spazi sufficienti perché tutti possano vedere. Ne consegue che ci sarà non una lavagna, ma una serie di lavagne vicine fra di loro a ricoprire le pareti.

Ovviamente è necessario anche dare la possibilità a tutti di sentire, perciò vedrete spesso i vostri professori usare microfoni: sarà anche un modo divertente per guardarli impazzire un po' con la tecnologia quando qualcosa non funziona come dovrebbe!

Per quanto riguarda gli orari il discorso si complica un po' perché questi dipendono soprattutto dal tipo di corso di laurea che seguirete. Io, ad esempio, seguo un corso di laurea magistrale a ciclo unico (cioè della durata di 5 anni); le materie sono molte e prevedono anche ore di laboratorio. Questo significa che devo obbligatoriamente seguire le lezioni altrimenti non ho il numero minimo di presenze per dare gli esami. Di solito ho un giorno a settimana libero, tuttavia negli altri sono all'università dalle 9.00 alle 16.00 e a volte anche fino alle 18.00, il tutto con una pausa pranzo di un'ora.

La cosa che più vi farà gioire è che tutti gli universitari, indipendentemente dal corso di laurea, iniziano le lezioni alle 9.00 (ma ci sono anche quelli fortunati che iniziano più tardi), hanno la pausa pranzo e non vanno mai il sabato. Questo vi farà sentire più liberi e vi permetterà di gestire le giornate in maniera più autonoma. Tuttavia ci sono anche dei lati negativi di cui parlerò in seguito.

Addio interrogazioni, compiti in classe, pagelle...

All'università il lessico cambia. Non ci sono più interrogazioni, compiti in classe, colloqui, pagelle e nemmeno le note dei professori.
Qui funziona molto diversamente. I professori arrivano con comodo alle lezioni; se cominciano alle 9.00 è probabile che si prendano il cosiddetto "quarto d'ora accademico" (in breve la pausa caffè) ma poi iniziano a spiegare per minimo due ore di fila senza fermarsi, a meno che qualcuno non faccia delle domande. Non esiste che si fermino con il loro programma per rispiegare concetti difficili o per vedere se tutti hanno capito. Dovete essere voi ad alzare la mano e a farvi sentire. Ed è un vostro dovere prima che un vostro diritto. Forse mi sono dimenticata di dirvi che l'università si paga e anche tanto; e voi pagate i professori per farvi lezione. Perciò capire ciò che spiegano è il minimo!

A questo punto torno sugli orari di ricevimento cui ho accennato prima. All'università non ci sono i colloqui con i genitori: ormai siete maggiorenni e ciò che succede a scuola riguarda principalmente voi. Se avete problemi o bisogno di parlare con i professori dovete prendere appuntamento con loro nei giorni e ore nei quali vi daranno disponibilità. Non sono più loro a richiedere di parlare con i vostri genitori o con voi.

Durante le ore di ricevimento avrete la possibilità di chiedere chiarimenti, spiegazioni su argomenti, farvi aiutare con esercizi e anche dialogare con loro per eventuali problemi.

Un'altra differenza è che non esistono le pagelle alla fine dell'anno. Questo perché all'università non ci sono le interrogazioni come al liceo: i professori spiegano il programma dall'inizio del trimestre fino alla fine. Di solito i trimestri sono due; uno va da settembre-ottobre fino alle vacanze di natale o fino a gennaio, l'altro da febbraio-marzo fino a maggio. Durante la fine di un trimestre e l'inizio dell'altro avrete delle settimane in cui verranno fissati gli "appelli degli esami". Gli esami verteranno su tutto il programma spiegato dai professori in quei tre mesi circa di lezione. Non in tutte le università o i corsi di laurea l'anno accademico è suddiviso in questo modo, ma il concetto lezioni-esami-lezioni-esami resta.

Alcuni professori, per agevolare il peso dato dal carico di studio, (parlo di esami molto ricchi e che richiedono parecchie ore di studio) fanno delle prove parziali, cioè una sorta di compito scritto che serve a darvi la possibilità di portare all'esame solo una parte del programma.

Come dicevo, i voti dei vostri esami non saranno messi su una pagella che porterete a casa alla fine dell'anno. L'approccio è più "tecnologico": avrete un libretto scolastico online in cui saranno inseriti tutti gli esami dati con i relativi voti.

La tipologia di esame è di solito o scritta o orale; ma molte materie hanno sia una parte scritta sia una orale. Questo dipende dai vostri professori e dall'indirizzo di studio. La cosa positiva è che se passate un esame e non vi piace il voto potete rifiutarlo e ripetere l'esame per conquistare una valutazione migliore.
Se non passate un esame lo potete ridare senza nessun problema. Questo vi farà tirare un sospiro di sollievo ma ricordate sempre che gli appelli di esame vi obbligano a scegliere quali esami dare e in quali giorni. Alcune volte non è possibile ripetere subito un esame andato male o che non vi ha soddisfatto, quindi cercate sempre di dare il massimo e di pensare che quella è l'unica occasione, altrimenti dovrete darlo in seguito magari rinunciando ad altri che quindi si aggiungeranno a agli esami da dare nel secondo trimestre.

L'approccio dei professori allo studio

Dopo otto anni di medie e superiori siete certamente abituati ai libri, al professore alla cattedra che spiega e voi che lo seguite sui testi o lui alla lavagna e voi che copiate sul quaderno...

Bene, all'università non funziona proprio così.
Innanzitutto, i professori vi consiglieranno dei libri ma voi non siete obbligati a comprarli per poter seguire le lezioni o dare gli esami. Di solito infatti sono loro a fornirvi degli appunti online (le cosiddette dispense) in cui troverete il materiale per dare l'esame; altri invece vi consiglieranno apertamente di comprare anche il libro.
Attenzione però, i libri universitari costano tanto (il prezzo non è mai inferiore ai 40 euro) perciò avete due strade: o li comprate usati oppure li prendete dalla vostra biblioteca di dipartimento (cioè della facoltà a cui siete iscritti).
Di solito però sarà il singolo professore a dirvi se un libro è indispensabile per dare l'esame. Ovviamente se sapete di avere molta difficoltà in una materia non rinunciate al libro: a volte è davvero indispensabile per comprendere meglio un concetto!

Un'altra cosa diversa dalle superiori è che i professori all'università più che scrivere alla lavagna proiettano le dispense sulla parete e voi dovrete prendere molti appunti perché non tutto ciò che il professore dice lo ritroverete sulle dispense.
Ovviamente in materie come chimica o matematica l'approccio sarà molto scolastico e cioè la classica vecchia lavagna verrà utilizzata parecchio.

Le regole più importanti per le lezioni universitarie sono quindi due:

  1. Prendere appunti;
  2. seguire attentamente le lezioni.

Fate così e preparerete già il 70% dell'esame, fidatevi!

Non demoralizzatevi!

Affrontare l'università ed i primi esami può essere faticoso ma non dovete demoralizzarvi o pensare di mollare tutto!
Le università hanno dei progetti "tutor" nei quali gli studenti più bravi e meritevoli si mettono a vostra disposizione per aiutarvi con le materie. Inoltre vi ricordo che potete rivolgervi ai vostri professori negli orari di ricevimento. Vi consiglio anche di tenere i contatti con i vostri amici universitari o colleghi. Di solito è buona usanza ritrovarsi a studiare in biblioteca per aiutarsi a vicenda, scambiandosi appunti e spiegazioni.

Tenetevi informati!

L'università è un mondo molto ampio e ricco di informazioni, dovete quindi tenervi informati sulle novità e su ciò che succede. Visitate quotidianamente il sito della vostra università, quello del dipartimento (la vostra facoltà) e quello in cui potrete controllare gli esami, il libretto ecc. E' proprio su internet che troverete informazioni sul progetto tutor, sugli orari degli insegnanti, sugli appelli d'esame, sulle dispense, nonché avvisi circa cambiamenti improvvisi di orario, ecc...

Ancora qualche consiglio

Gli ultimi consigli che vi voglio dare riguardani gli errori più comuni da evitare.

L'università fa pensare di essere più liberi: potrete alzarvi più tardi, non vi sentirete in obbligo di studiare ogni giorno perché non avrete interrogazioni o compiti in classe imminenti, i professori vi staranno meno addosso...

Tutto questo può avere degli effetti molto negativi sul vostro percorso scolastico. Tenete sempre a mente che della libertà bisogna saper godere. Se cominciate a dire "questo non lo faccio oggi tanto domani non mi interroga", "oggi non studio che tanto l'esame è fra due mesi" o anche "stasera vado a letto tardi tanto domani ho lezione alle nove", vi accorgerete del costo di queste scelte quando dovrete dare i primi esami.

Proprio perché avete degli esami dopo che i professori hanno spiegato per tre mesi, dovete sentirvi in dovere e anzi sentire il bisogno di studiare volta per volta, senza rimanere indietro e accumulare lacune o concetti non compresi. Gli esami non si preparano in pochi giorni come le interrogazioni delle superiori, credetemi!

Un altro consiglio è quello di andare a lezione riposati, muniti della merenda e del pranzo (a meno che non vogliate andare nelle mense o fermarvi da qualche parte con i vostri colleghi); durante le lezioni dovrete riuscire a seguire due ore di spiegazione e rimanere attivi per più di cinque ore e questo richiede energie!

Inoltre, ripeto ancora una volta, ricordate sempre di prendere appunti, di farvi vedere attenti dai professori e di fare domande quando non capite qualcosa. Non dovete avere timore perché i professori non si ricorderanno delle vostre domande; lo dico perché molti non ne fanno in quanto credono siano banali o per paura di fare brutta figura. I professori si ricorderanno di voi se avete frequentato le loro lezioni e avete seguito e questo è quanto.

Voglio poi parlarvi degli esami. Il primo anno farete fatica a capire come organizzare gli appelli, quali dare, quali no. Ecco dei consigli al riguardo:

  • Date prima gli esami che sono propedeutici o di blocco, cioè quelli che vi servono per poi dare gli altri e proseguire nel percorso di studio.
  • Non date esami in giorni consecutivi: fra un esame e l'altro dovete avere qualche giorno per ripassare gli argomenti.
  • Non date più di tre esami al mese; non serve dare il più alto numero di esami possibile ma riuscire a passarli. Se cercate di farli tutti e subito rischiate di non darne neanche uno.
  • Date prima gli esami di cui avete seguito bene le lezioni e vi sentite sicuri e quelli di cui la materia vi piace o che trovate facile: sarà veloce prepararli e vi toglierete velocemente il pensiero, per poi concentrarvi su quelli per voi più ostici.
  • Se sapete di avere difficoltà con l'esame di una materia non rimandatelo all'infinito; cominciate a prepararlo per tempo e lasciate in sospeso tutti gli altri per studiare solo quello.

Penso di avervi detto tutto il necessario per poter affrontare l'università serenamente. Spero che i miei consigli vi siano utili!

In ogni caso ricordate che una volta cominciata l'avventura tutto verrà naturale e le cose si sistemeranno con il tempo. Naturalmente dovrete metterci impegno e costanza. D'altronde ricordate che avete scelto voi di andare all'università e che questa ha anche un costo: studiare e dare gli esami non è solo un vostro piacere ma anche un dovere!

Buona fortuna!

PS: ai più giovani che leggono questo articolo mentre frequentano le superiori o le medie dico di non avere paura.
Inizierete l'università a 19 anni, quindi fra un bel po' di tempo, e sarete molto diversi da ora e più sicuri.

Creative Commons License
Quest'opera è pubblicata con una Licenza Creative Commons e può essere copiata e ridistribuita per fini non commerciali e a patto di citare l'autore e la fonte.

Questo articolo è stato proposto al sito per la pubblicazione e accettato dopo un rapido controllo e ritenendo l'autore in buona fede. Qualora riteniate che i contenuti siano copiati da pubblicazioni di cui detenete i diritti, vi preghiamo di avvisarci.



Approfondimenti

Sul Gomitolo

Stampa e copia!

Stampa questo articolo e fallo leggere ai tuoi amici, famigliari o allievi. La pagina conterrà solo il testo e gli approfondimenti, senza la grafica del sito e altre distrazioni.

Vuoi scrivere un articolo?

E' facile, ecco come si fa!