Il Gomitolo


Fiabe e racconti

A Bergamo c'è Marzia e ...il tempo che fugge

Racconto scritto dal maestro Mariano come seguito ideale del racconto "Un sacco di tempo" del maestro Tix.

Dopo aver cenato, controllato la sua cartella, guardato un po' di TV, data la buona notte ai suoi genitori, Marzia se ne andò a letto, lesse alcune pagine di un libro, spense la luce, si infilò ben bene sotto le coperte e si addormentò. Ad un certo punto della notte, quando tutto il mondo dormiva, Marzia fu svegliata da un lieve ticchettio tic...tac tic....tac e si trovò in camera un vecchio, vestito stranamente, che le disse:
- Bambina, tu hai una cosa che mi appartiene, me l'hai rubata!.-

Spaventata, Marzia voleva chiamare i suoi genitori, ma la voce non usciva dalla gola; non sapendo cosa fare, si fece coraggio e, balbettando, disse a quella figura inquietante:
- Chi sei? Che cosa vuoi ? Io non ti ho rubato niente, vattene!-

Vecchio: -Non temere, bambina, io sono Cronos, chiamato anche Crono, il dio del TEMPO e tu, nel tuo sacco, hai il mio tempo, che ti sei anche permessa di regalare ai tuoi amici di scuola. Comunque, non preoccuparti, non sono qui per farti del male.-

Marzia: -Ora so chi sei e ti devo dire che conosco la tua terribile e drammatica storia. Mi dispiace molto per le tue vicende passate, ma ti sbagli sul mio furto, perchè il tempo che ho nel sacco è mio e ne faccio quello che voglio, posso anche sprecarlo a mio piacere. Pensa, caro Cronos, che col tuo tempo è stata creata persino una banca del tempo, che tanti genitori conoscono e che usano senza rubarti niente. Quindi, io non sono una ladra.-

Vecchio: -Io sono il TEMPO, io nasco con lui e, quindi, sono il padrone di me stesso.-

Marzia: -Carissimo Crono, mi spiace deluderti, ma tu sei stato inventato dagli uomini, per cui vivi solo nella loro mente e se essi non ti avessero pensato, tu non saresti mai esistito e non esisteresti nemmeno ora.
E ancora: non esiste un solo tipo di tempo e tutti noi viviamo un nostro tempo. Esempio banale: per un bambino che è nella pancia della mamma, il tempo non esiste, esiste solo per la sua mamma che deve contare i fatidici nove mesi. E quando dormiamo? E quando siamo a scuola, il tempo non vola se ci sono i maestri giusti? invece non passa mai se per sfortuna i maestri non sono quelli giusti.-

Vecchio: -E' vero, non ci avevo mai pensato; allora volano anche i giorni delle vacanze, ma sono interminabili quando si è ammalati...

Marzia: -Bravo, vedo che mi stai seguendo, perciò voglio dirti che il primo lo considero il tempo fisiologico che dura dalla nascita fino alla nostra scomparsa, il secondo lo chiamo il tempo psicologico. Capisci che cosa voglio dire?
Ora, vado più avanti nello spiegarti chi sei, o chi non sei, in realtà. Hai mai sentito parlare di un certo Einstein e della sua teoria che ti riguarda? E' difficile da spiegartela, ma ci riesce bene il film "Navigator", che racconta di un bambino... ascolta, fatti portare sull'Olimpo un computer col cd del film e capirai tutto. Anche "Ritorno al futuro" non è male. Se proprio l'argomento ti interessa, Google ti darà un elenco di film, assieme all'imbarazzo della scelta.-

Vecchio: -Per Giove quante cose sai, bambina, mi piace ascoltarti, continua a raccontarmene così, quando ritornerò a casa, le riferirò a mio figlio Giove, il quale mi procurerà tutto l'occorrente per... passare il tempo guardando i film che parlano di me.-

Marzia: -Per finire, devo dirti del tempo cosmologico al quale appartenete tu e la Terra, assieme alle galassie (la Via Lattea dovrebbe ricordarti qualche cosa della tua vita), alla velocità della luce, al Tirannosauro, ai fossili dei monti Lessini...-

Vecchio: -Per Bacco, come fai ad avere tutte queste conoscenze?.-

Marzia: Sai, io ho degli insegnanti in gambissima e tra questi c'è il maestro Tix, che essendo appassionato di queste cose, riesce a trasmettercele con entusiasmo ed a coinvolgerci. Così noi non ci annoiamo a scuola ed il tempo vola: tempus fugit. Vedi, conosco anche il latino!-

Vecchio: Hai detto il maestro TIC?, si chiama proprio così? Non ha un fratello che si chiama TAC?... tic...tac tic...tac tic...tac questo ticchettio mi ricorda qualcosa...-

Marzia: -Si chiama TIX, non Tic!!!-

Vecchio: -Scusa, con tutti questi millenni sulle spalle, sono diventato un po' sordo. Ma non mi dispiace di avere questo difetto, quello che mi rattrista è il fatto che io Cronos, o Crono se ti garba, sono stato dimenticato da tutti; persino la mitologia sta scomparendo dalle scuole.-

Marzia: -Ti sbagli, caro Crono, anche perchè non passa giorno che TU non venga nominato nella nostra scuola coi tempi dei verbi, per le strade, sui giornali, dai medici e dagli sportivi, dalla televisione in tutto il mondo.
Non ti dicono nulla queste parole: cronometro... cronologia... cronologico... sincrono... cronometrista... cronaca... cronistoria...?
Lascio a te il compito di cercarne altre, il loro significato, l'etimologia ed i campi in cui si usano. Sei un po' sollevato?
Per concludere, voglio segnalarti il tempo meteorologico, le cui previsioni ascolto dal Regazzoni, ogni sera su Bergamo TV (canale 17), puntualmente alle 19,10. Egli ci racconta del tempo che farà, allietando la trasmissione con le foto delle nostre montagne, dei nostri fiori, dei nostri paesini in valle, della nostra gente. Se vuoi conoscere la nostra provincia e qualche parola del nostro dialetto, te ne suggerisco l'ascolto e la visione.
Ascolta Cronos, o Crono che dir si voglia, vuoi ancora il mio sacco pieno di tempo?-

Vecchio: No, Marzia, mi hai fatto capire che il tempo dei bambini appartiene solo ai bambini, che possono usarlo per giocare o per annoiarsi, per leggere e studiare, per crescere serenamente, imparando a vivere affrontando tutte le vicende umane che io, il TEMPO, serberò loro.
Guai a chi tocca il tempo-vita dei bambini perché (e lo ha detto un Altro, al quale mi associo in pieno), sarebbe meglio che si legassero...

-Sveglia Marzia! È ora di alzarsi, dài, sbrigati che sei già in ritardo.-

-Arrivo mamma... s'cecc... che sogno... devo proprio raccontarlo a scuola... pòta... saranno stati i casonsèi e gli strinù di ieri... arrivoooooo.

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